Liliana Segre e “La pecora elettrica”

Zdzisław BeksińskiDue notizie del tutto diverse: l’attribuzione di una scorta alla senatrice a vita Liliana Segre, il rogo (doloso) della libreria “La pecora elettrica” a Centocelle a Roma. Certo, succede di molto peggio. Eppure questi due episodi ci rappresentano simbolicamente la metamorfosi che è avvenuta nel Paese. A proposito di metamorfosi, “Gregorio Samsa, svegliatosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo”: così comincia l’omonimo romanzo di Franz Kafka. Diversamente dal destino del signor Samsa, che mai scoprì la ragione della sua orribile mutazione, sono sufficientemente chiare le origini dal caso italiano. La metamorfosi si è avviata a ben vedere dalla fine degli anni 80, si è strutturata negli anni 90 con la penetrazione di nuovi modelli culturali, stili di vita, riferimenti ideali, si è consolidata nei primi anni del nuovo millennio per poi accelerare dall’avvio della grande crisi ed esplodere, compiendosi pienamente, nei tempi in cui viviamo. Per alcuni aspetti si tratta di un fenomeno indotto da trasformazioni, se non mondiali, quanto meno occidentali.

Quale metamorfosi? Si possono usare molte parole: odio, rancore, imbarbarimento, cattiveria, degrado. Nella sostanza si tratta di un cambiamento profondo dei “sentimenti sociali” di una parte rilevante del popolo, maturato attraverso una lunga gestazione pilotata dai gruppi dirigenti ai quali però, come apprendisti stregoni, è in parte sfuggito il governo di questa trasformazione.

Cosa c’entra Liliana Segre? Si tratta di una signora uscita per caso dall’inferno della Shoah, oggi quasi novantenne, lontana dalla politica fino alla sua nomina a senatrice a vita, prima firmataria di una mozione per la costituzione di una Commissione straordinaria contro razzismi e violenze. La cifra della sua identità non è solo l’innocenza come “mancanza assoluta di colpa o responsabilità, morale o giuridica, per cosciente volontà di rettitudine e di rispetto della giustizia e delle norme morali” (Treccani), ma anche l’essere un’ebrea sopravvissuta al più grande sterminio della storia contemporanea. Innocenza e sopravvivenza divengono, nella metamorfosi del Paese, una colpa che richiede una punizione, un castigo che potrebbe arrivare alla persecuzione fisica. Da ciò, la scorta.

Cosa c’entra “La pecora elettrica”? Si tratta di una libreria, come si dice, progressista, luogo di ritrovo di antifascisti, per la seconda volta data alle fiamme da ignoti. Ignoti chi? Forse fascisti, dato che il primo incendio avvenne nella notte del 25 aprile. Forse il racket della droga, dato il recente incendio di un locale nei pressi della libreria. Forse entrambe le cose. Non cambia la sostanza. La sua colpa è essere aperta la sera, e cioè in qualche modo aggregare in un territorio disgregato, e proporre una cultura opposta a quella dell’estrema destra trionfante. Da ciò, punizione e castigo: la distruzione materiale, il rogo dei libri.

Entrambi – una anziana signora ed una piccola libreria – sono sotto tiro perché identificati come stranieri nel tempo dell’esaurimento della coesione sociale; non è solo illegittimo ciò che fanno; è illegittimo il fatto che esistano, e con la loro stessa esistenza incrinano la simmetria del mondo ad una dimensione rivendicato dalle destre radicali. Andiamo in fondo al gorgo della quotidianità proposta e sollecitata dal mainstream fascistoide; cos’è a ben vedere Liliana Segre se non una giudea? E come si permette di alzare la cresta in parlamento? Cos’è la libreria “La pecora elettrica” se non un covo di comunisti? E perché è aperta la sera come luogo di vita, disturbando pusher e traffici oscuri, che prosperano nei non-luoghi, cioè in luoghi dove non deve esserci vita sociale?

È il mondo di mezzo fra Orwell di 1984 (“La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza”) e Comma 22 (“Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo”): chi è innocente è colpevole, e se è colpevole deve subire un castigo.

Questa, sia chiaro, non è l’Italia di oggi, ma è una sua parte. Poi ce n’è un’altra, quei cittadini che hanno manifestato e manifestano vicinanza e affetto a Liliana Segre, quei cittadini sfilati in migliaia a Centocelle in solidarietà con la libreria, per rivendicare l’agibilità e la socialità del quartiere. In generale, quella buona metà di italiani che non si riconoscono nella metamorfosi dell’enorme insetto immondo, apparso dal buio della notte. E la luce è la soluzione: una luce che illumini nomi e cognomi di chi minaccia Liliana Segre, una luce che illumini le piazze devastate dallo spaccio e dalla solitudine sociale, una luce che illumini i volti delle bande fasciste.

Perché, se siamo arrivati al punto di assegnare la scorta a Liliana Segre, c’è poco da scherzare.

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Il fazzoletto Anpi a quota 6.050 metri

Andrea Bollati, Massimo Marconi e il catalano Jordi Gassiot sulla vetta del Thalo Zom

Un primato mondiale dedicato all’Associazione nazionale partigiani d’Italia. Sventola su una vetta mai prima raggiunta dall’uomo il fazzoletto dell’Anpi. Si trova a ben 6.050 metri di quota, sulla sommità del Thalo Zom, montagna della catena himalaiana del Pakistan, l’ultima zona vergine che tocca quelle altezze.

È il 29 agosto scorso e una squadra di alpinisti, italiani, catalani e pakistani, è riuscita nell’avventurosa impresa di scalare la piramide di roccia e ghiaccio a cavallo tra lo Swat e il Chitral.

Una foto del percorso esplorativo per raggiungere la vetta del Thalo Zom (da https://www.mountainwilderness.it/wp-content/uploads/2019/09/IMG_3930-1024×683.jpg

Sono stati necessari tre successivi campi di alta quota per farcela. La cordata è salita lungo il versante sud-est della montagna ed eccoli sorridenti Andrea Bollati, Massimo Marconi e il catalano Jordi Gassiot con il tricolore vessillo dei partigiani.

Quasi a rimarcare il carattere culturale e ambientale insieme al valore umanitario oltre che sportivo del loro impegno. Gli arrampicatori fanno infatti parte di un progetto internazionale di Mountain Wilderness International (montagne senza contaminazioni), onlus (con una sezione italiana) che coniuga passione e avventura, amore per i grandi spazi, desiderio di respirare la libertà, la solitudine, i silenzi delle maestose alture, al rispetto pieno della natura.

Una parete del Thalo Zom (da https://www.mountainwilderness.it/ wp-content/uploads/2019/09/ IMG_20190822_150445-700×1400.jpg)

Nel team della spedizione che ha realizzato la prestigiosa scalata c’erano anche tre allievi pakistani di un precedente corso di alpinismo eco compatibile organizzato da MWI.

Il manifesto della nascita di Mountain International, onlus che tra gli obiettivi programmatici si propone di far conoscere, amare e rispettare il patrimonio ambientale montano. Tra i fondatori, e ora presidente onorario, anche Carlo Alberto Pinelli, pluripremiato regista documentarista e alpinista (foto A. Gogna/K3 da https://www.mountainwilderness.it/ wp-content/uploads/2017/02/1987- manifesto-MW-a-Biella.jp)

Montagna all’insegna dei valori della Resistenza, dunque, nel solco di una tradizione formidabile. Furono alpinisti e combattenti della lotta contro l’occupazione nazifascista, per ricordare solo i più noti, Ettore Castiglioni, i fratelli Federico e Renato Chabod, Riccardo Cassin, Vittorio Ratti e Leopoldo Gasparotto. E ancora, Gino Soldà, Milo Navasa, Attilio Tissi, Willy Jervis, Giorgio Tosi, Alfonso Vinci, Guido de Rege di Donato, Giusto Gervasutti e Gabriele Boccalatte, Massimo Mila, i combattenti della libertà guidati da Duccio Galimberti e Dante Livio Bianco. Tutte personalità di spicco, molti di loro erano celebri per le ardite imprese sportive compiute e avevano ottenuto medaglie al merito alpinistico, ma che spesso pagarono con il carcere l’opposizione al fascismo e furono tra i primi a organizzare le bande di ribelli. Continuando nei mesi successivi a donare la loro esperienza ed energia all’impegno per la lotta di Liberazione. Alcuni di loro saranno decorati al Valor militare, a volte alla memoria.

 

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Anno IV n. 68

In questo numero:

 

 

 

 

In copertina

IL BELLO DELLE PIAZZE D’ITALIA

Andrea Liparoto

In tutto il Paese gazebo e iniziative d’ogni genere per chiudere in bellezza il tesseramento 2019 all’Anpi

L’editoriale

Sì alla fantasy, no all’horror

Gianfranco Pagliarulo

Un pianeta che va all’indietro, dall’Amazzonia al confine turco-curdo al Cile, fino alla stessa Europa e al nostro Paese, mentre si sciolgono ghiacciai millenari. Ma ci sono segnali di riscossa, dal movimento giovanile mondiale contro i cambiamenti climatici all’associazionismo democratico italiano. Intanto un’Anpi in buona salute si riunisce a novembre per il suo Consiglio nazionale

Servizi

Formazione

PROMEMORIA 2. I fasci di combattimento

Paolo Papotti

Grazie a documenti rinvenuti da una sezione dell’Associazione dei partigiani, questo numero della rubrica di formazione collegata all’indirizzo web https://promemoria.anpi.it racconta dello statuto dell’organizzazione squadristica, anno 1921. Spregio della legge e violenza contro ogni opposizione assunte a metodo politico

Approfondimenti

I giorni dell’abbandono

Stefano Coletta

6 luglio 1938: si apre ad Evian-les-Bains una Conferenza internazionale per i rifugiati, convocata per salvare gli ebrei dalla furia nazista. Ma tutti i Paesi, tranne il Brasile, negano l’ospitalità. La stampa nazista: “Ebrei in saldo, nessuno li vuole!”. Poi c’è Monaco e l’invasione della Cecoslovacchia

Cittadinanza attiva

Tutto sulle Marche

Lorenzo Marconi

Straordinario impegno nelle giornate del tesseramento all’Anpi in tutta la regione e nel capoluogo, dove si aperta la nuova sede

In primo piano

In piazza per la pace in Siria il 1° novembre

Redazione

Un ampio documento unitario voluto da Anpi, Arci, Cgil, Legambiente, Rete della Pace, Udu e altre associazioni per fermare l’aggressione ai curdi e per trovare le vie della pace in Medio Oriente

Servizi

Servizi

Una scrittura di disperazione

Fiorella Ferrarini

Una poesia del poeta curdo Halmat Hosciar a testimonianza delle drammatiche vicende di un popolo senza Stato

Cittadinanza attiva

Coraggio, dignità, onore

Gianfranco Pagliarulo

Lettera aperta alla senatrice Liliana Segre

Idee

La parola della di-segnata e il mito greco

Letizia Annamaria Dabramo

Dino Buzzati: i cinquant’anni di “Poema a fumetti”, un “unicum” sia nel panorama fumettistico italiano che in quello letterario

Cronache antifasciste

La “Radio che non c’è più”

Maurizio Orrù

Radio Sardegna, chiamata Radio Brada, la prima ad annunciare, battendo sul tempo la Bbc, che la guerra era finita: 7 maggio 1945

Servizi

I camerati impresentabili

Gruppo di lavoro Patria su neofascismo e web

Il niet di CasaPound ai saluti romani (che ci sono stati) in piazza San Giovanni, a Roma, per la manifestazione del 19 ottobre e le ambizioni di un matrimonio politico con Lega, FdI e Forza Italia. Ma a cercare ponti sono anche altre formazioni della galassia nera

 

Cronache antifasciste

“Guarda cosa è stato!”

 Massimo Bisca

I partigiani dell’Anpi Genova invitati da studenti e insegnanti della Scuola Germanica per raccontare l’esperienza della lotta di Liberazione dal nazifascismo. Un dirigente dell’istituto: «Noi crediamo sia nostro dovere fare i conti con la storia, ma non tutti lo hanno fatto»

Profili partigiani

L’infinita Resistenza di Vera

Aldo Pavia

Se n’è andata il 28 ottobre scorso Vera Michelin-Salomon. Aveva 96 anni. Giovanissima partigiana a Roma, nel Comitato studentesco di agitazione, deportata nel carcere di massima disciplina di Aichach. Esponente di spicco dell’Aned, ha dedicato la vita a testimoniare la scelta di libertà e democrazia

Profili partigiani

I magnifici 100 anni di Lido Pittaluga

Comitato provinciale Anpi Genova

Reduce dalla campagna di Russia, dato per disperso ma poi ritrovato, licenziato per rappresaglia nel dopoguerra, si è sempre impegnato nella militanza democratica

 

 

Cittadinanza attiva

Studi antifascisti per i magistrati

Carlo Smuraglia

Due giornate dedicate alle “Disposizioni penali in materia di neofascismo, negazionismo e crimini d’odio” nei programmi dei corsi della Scuola Superiore della Magistratura

 

 

Terza pagina

Red Carpet

Il pugno nello stomaco

Mariangela Di Marco

Si parla di ritorno al fascismo, di pulsioni razziste e il teatro civile se ne fa carico. Duro e ironico, lo spettacolo “Nazieuropa” ha la forza di una provocazione/rassomiglianza. E lascia spazio alla riflessione

Pentagramma – Interviste

Daisy e la musica. Una grande e tragica storia

Chiara Ferrari

Dalle parole di Beppe Chierici, suo compagno di vita per dieci anni, un affascinante ritratto a tutto tondo di Daisy Lumini, musicista, compositrice e cantante, scomparsa col suo nuovo compagno Tino Schirinzi, malato terminale, dopo un salto dal viadotto autostradale il 18 agosto 1993

Librarsi

Americani invisibili

Giacomo Verri

Cristina Henríquez, “Anche noi l’America”, traduzione di Roberto Serrai, Casa editrice NNE, pp. 318, € 18

Librarsi

Il vento dell’Oltrarno

Valerio Strinati

Carmelo Albanese, “Storia dell’Anpi dell’Oltrarno: associazionismo popolare e memoria della Resistenza a Firenze”, Anpi Oltrarno, Firenze, 2017

Red carpet

Il capofamiglia malavitoso

Serena d’Arbela

“Il sindaco del rione Sanità”, regia di Mario Martone, con Francesco Di Leva, Massimiliano Gallo, Roberto De Francesco, Adriano Pantaleo, Daniele Ioia; Italia, 2019

Ultime da Patria

Profili partigiani

Tre partigiani di Cavaglià

Vitantonio Iacoviello

Ugo Machieraldo, Attilio Tempia e Mario Mainelli, tutti del paese in provincia di Biella, ricordati con una targa ed un’iniziativa pubblica dalla locale sezione dell’Anpi

Una mostra sulle partigiane e una nuova sezione Anpi

Graziano Pintori

Avviene a Tortolì (Nuoro), già capoluogo dell’Ogliastra, in una settimana di intensa attività col “profumo della nostra Costituzione

 

 

 

 

Profili partigiani

“Non importa il mio nome”

Annalisa Alessio

Sergio Dieda, partigiano di religione ebraica, fu il primo Caduto della valdese Val Pellice. Giovani, contadini e intellettuali di una popolazione da secoli perseguitata per la sua confessione protestante furono tra i primi “ribelli” all’occupazione nazifascista. Laicamente, nel segno dell’accoglienza, sostenuti da tutti gli abitanti

Interviste

L’esperienza dell’accoglienza

Irene Barichello

Condivisione della quotidianità e scambio tra culture. Le pratiche solidali della società civile di un’Italia ancora troppo poco raccontata. L’esperienza dell’associazione Famiglie accoglienti. La campagna per Rajane, il bambino dei libri

 

Cronache antifasciste

Il sangue dei vincitori

Roberto Villa

Il piccolo paese di Fonteno e il monte del Torrezzo, che nel Bergamasco si affacciano sul lago d’Iseo, il 31 agosto 1944 furono teatro di una delle più importanti offensive partigiane

Itinerari della Resistenza

Da Mondovì all’Emilia partigiana

Stefano Casarino

Un fine settimana dedicato alla Resistenza: visita dell’Anpi del comune cuneense a Parma, Salsomaggiore e Busseto

 

 

 

Il quotidiano

Cronache antifasciste

27 ottobre, 75° della Liberazione a Predappio

Redazione

Concerto, corteo e tagliatella antifascista per ricordare l’evento. Al teatro Comunale parlerà Emilio Ricci, vicepresidente nazionale Anpi

Itinerari della Resistenza

Lastre della memoria a Bolzano

Redazione

In vetro e acciaio riporteranno i nomi delle migliaia di deportati che transitarono nel Polizei-Durchganslager, destinati ai campi di sterminio. Faranno parte di un memoriale, il primo nella città alto atesina. Inaugurazione il 25 ottobre

Cittadinanza attiva

Milano con il popolo curdo

Roberto Cenati

Il 14 ottobre più di 5 mila persone hanno manifestato davanti al consolato turco contro l’invasione e i bombardamenti di Erdogan, in solidarietà con le donne e gli uomini che hanno sconfitto l’Isis

Cittadinanza attiva

Mani rosse a Roma

Redazione

Il pomeriggio del 14 ottobre in piazza Santi Apostoli per protestare contro l’aggressione di Erdogan

Cittadinanza attiva

Da Brindisi a Bolzano per il popolo curdo

Redazione

Manifestazioni e sit-in promosse dall’Anpi e da tante altre associazioni a seguito dell’appello nazionale firmato da Anpi, Arci, Cgil, Legambiente

Interviste

“Lottiamo contro i pieni poteri di Erdoğan”

Antonella De Biasi

Colloquio con Sezai Temelli, co-presidente del Partito democratico dei popoli (Hdp) in Turchia. Al centro il tema della lotta per la democrazia: “Non si può avere uno stato di diritto se si mette tutto il potere in mano a una sola persona, al cosiddetto uomo forte”. Il dramma del Rojava

Servizi

Pomodori rosso sangue

Mariangela Di Marco

Un reportage dalla Puglia dove si coltiva il 40% della produzione nazionale dell’ortaggio. Tra nuove baraccopoli, campi lavorati soprattutto da immigrati, infiltrazioni mafiose e piaga costante del caporalato. Grazie a progetti virtuosi di Regione, Cgil, associazioni e il contrasto all’illegalità qualcosa sta cambiando. Ma non basta

 

Cittadinanza attiva

L’Anpi siciliana col sindaco Orlando e la giunta

Redazione

Breve cronaca di una giornata particolare nell’Aula consiliare di Palermo col sindaco, il vice sindaco, gli assessori, i dirigenti delle sedi provinciali dell’isola, il coordinatore regionale Ottavio Terranova e il direttore di “Patria” Gianfranco Pagliarulo. L’incontro con Leoluca Orlando e con la giunta, e poi la riunione del coordinamento siciliano

 

Profili partigiani

Fabbrica Curone e i suoi cinque martiri

Anpi Viguzzolo

Una giornata dedicata a Luigi Callegari “Tosca”, Mario De Antoni “Carrista”, Aldo Dellepiane “Aldo III”, Sergio Paganini “Negro” e Igino Sala, uccisi dai nazifascisti nel dicembre 1944

 

 

 

 

Itinerari della Resistenza

Partigiani, da Castelluccio a Visso

Pia Bacchielli

Nando Galletti, vent’anni. Pietro Capuzi, 53 anni. Catturati, torturati e uccisi dai nazifascisti. Un toccante racconto della Resistenza, in una terra di antica fierezza, ancora ferita dal terremoto del 2016

Interviste

«Si rischia di mettere sullo stesso piano vittime e carnefici»

Filippo Giuffrida

David Sassoli, Presidente del parlamento europeo. «Il giudizio sui sistemi comunisti nei Paesi dell’Est non credo sia in discussione, così come non può esserlo il grande contributo delle formazioni partigiane comuniste e dell’Unione sovietica nella Liberazione dell’Europa dal nazifascismo». «In Italia, il Pci è stato protagonista della Resistenza, della rinascita democratica del nostro Paese e del consolidamento delle istituzioni repubblicane»

In memoria di Giuseppe di Vagno, il gigante buono

Pasquale Martino

Fu il primo parlamentare assassinato dai fascisti. A Mola di Bari, dove venne ucciso, l’Anpi provinciale e Fondazione Circolo Rosselli hanno dato il via a un percorso biennale di preparazione delle celebrazioni per il centenario della morte

 

 

 

Interviste

L’est antisemita e la “risoluzione” del parlamento Ue

Natalia Marino

Parla lo storico Alessandro Barbero sul documento europeo che mette sullo stesso piano nazismo e comunismo: “Stalin fa il patto con la Germania quando sono falliti tutti i tentativi di stringere accordi con l’Inghilterra e con la Francia, quando già Inghilterra e Francia hanno lasciato via libera a Hitler”. L’odio verso gli ebrei “diffuso nei Paesi dell’Europa orientale ha permesso che l’occupazione nazista non incontrasse una netta opposizione”

 

 

 

Profili partigiani

Quando i fascisti ammazzarono il deputato Di Vagno

Annalisa Alessio

Dopo un comizio a Mola di Bari gli assassini al soldo degli agrari gli sparano tre revolverate e lanciano una bomba a mano. Il parlamentare socialista morirà il giorno dopo, 26 settembre 1921. Violenza e omicidio nel dna del fascismo

Approfondimenti

La storia à la carte

Claudio Vercelli

Una vivisezione della recente risoluzione del parlamento europeo, “un vero e proprio minestrone indigeribile di affermazioni del tutto destoricizzate”. Un regalo alle forze politiche sovraniste ed identitarie che sono al governo in diversi Stati dell’Europa orientale, a partire dall’Ungheria e dalla Polonia

 

 

Itinerari della Resistenza

Un piccolo grande cimitero internazionale partigiano

Redazione

Sui monti di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno) era stato danneggiato gravemente dal sisma di tre anni fa. Sabato 21 settembre l’inaugurazione dopo la messa in sicurezza dell’area, il restauro e la sistemazione delle lapidi. E domenica 22 una cerimonia all’ex campo di prigionia di Colfiorito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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IL BELLO DELLE PIAZZE D’ITALIA

Più di 160 piazze in tutta Italia colorate di giovani, Costituzione, antifascismo, pace. Queste le giornate del 26 e 27 ottobre scorsi nelle quali l’Anpi ha chiuso il tesseramento 2019 incontrando nei suoi gazebo migliaia di cittadine e cittadini. Uno straordinario impegno volontario, una fitta partecipazione e nuove adesioni all’Associazione. Così da Palermo a Torino, da Milano a Catanzaro passando per la Sardegna, la fantasia partigiana di tanti militanti ha prodotto incontri e passione contagiosa. Abbiamo scelto di raccontarvi in particolare alcune delle iniziative promosse a Roma, Genova e in alcune realtà più piccole. Per illustrare la capillare, formidabile, positiva, energia dell’Anpi oggi. Tenendo quindi a mente che i resoconti dalle città e dai territori metropolitani di cui diamo notizia sono semplicemente un magnifico emblema delle attività realizzate in quasi tutti i centri urbani di ogni Regione del nostro Paese.

Ecco dunque qui di seguito solo alcune testimonianze.

Un banchetto, tra i molti, a Roma

Ci racconta Valerio Bruni, componente della Presidenza dell’Anpi provinciale di Roma: «Oltre 30 sezioni mobilitate, decine di nuove iscrizioni, centinaia di presenze. Proiezioni, musica di strada, performance artistiche e tanti banchetti per le adesioni.

Le bandiere dell’Anpi hanno sventolato nelle piazze dei Municipi di Roma e dei Comuni della provincia.

Nel capitolino rione Esquilino

Dal litorale all’Appenino, passando per le storiche piazze della Capitale, la straordinaria forza di volontà che contraddistingue lo svolgimento di ogni nostra iniziativa, unita all’entusiasmo dei tanti che si sono avvicinati e che hanno intrapreso questo nuovo percorso di democrazia e di impegno civile, ha dato vita in ogni territorio ad un momento importante di condivisione, confronto e di volontà di continuare a battersi quotidianamente per preservare i valori di libertà, pace e solidarietà.

Nella foto in senso orario: durante le giornate del tesseramento a Nettuno, Subiaco e Lanuvio

Nei prossimi giorni continueranno, con cadenza quasi quotidiana, gli eventi organizzati dall’Anpi su Roma e provincia.

Un territorio vasto che nell’ultimo periodo ha visto quasi raddoppiare gli iscritti all’Associazione e nel quale i nuovi partigiani continuano ad inaugurare nuove sezioni che di giorno in giorno realizzano progetti con scuole, comunità locali ed Istituzioni».

Per la due giorni di tesseramento 2019 a Formia (LT)

Ottimi risultati anche nella provincia di Latina, territorio non facile per l’antifascismo. «L’atmosfera di sereno scambio e confronto intergenerazionale tra gli attivisti che si sono avvicendati tra banchetto e volantinaggio – ci scrive Ada Filosa, presidente dell’Anpi provinciale – ha catturato l’attenzione di molte persone. Alcune hanno preso il volantino e sono andate via, altre si sono fermate a chiedere informazioni, altre ancora hanno parlato con noi della situazione del nostro territorio e dell’importanza del nostro impegno. Sono stati certamente due pomeriggi proficui: a Formia vecchi iscritti hanno rinnovato la tessera e cittadini e cittadine antifascisti/e si sono convintamente tesserati per la prima volta. Particolarmente gradita è stata la richiesta di adesione da parte di un giovanissimo simpatizzante di soli 11 anni, segno che i valori della Resistenza e della Memoria vanno diffusi con sempre maggiore impegno tra le giovani generazioni».

Alcuni scatti dell’incontro pubblico promosso dal Comitato provinciale Anpi di Torino e dalla sezione Giambone del centro cittadino A coordinare gli interventi, la presidente del Provinciale Anpi, Maria Grazia Sestero

Le Marche sono da tempo vessate da brutte realtà, ma l’Associazione si mantiene fedele alla sua missione, come ci testimonia il coordinatore regionale Lorenzo Marconi: «L’Anpi nazionale ha voluto creare un’ulteriore occasione per offrire la possibilità a quanti, stimolati dalla particolare difficoltà della situazione economica, politica e sociale, intendano con la loro adesione riconoscere il ruolo dell’Anpi nella lotta al fascismo e nella difesa della democrazia e rafforzare l’Associazione. Una diversificazione delle iniziative che è anche specchio delle diverse situazioni che la nostra associazione sta vivendo: nell’ascolano e nel fermano la persistente egemonia della destra non rende certo facile la vita alle nostre sezioni; ancor più queste realtà insieme a quelle del maceratese sono condizionate dalle conseguenze del terremoto che continuano a rendere molto complicata e difficile la conquista di una normalità e con essa la partecipazione alla vita politica e civile.

A Calci (Pisa). Nella foto in basso, il prof. Paolo Pezzino, Presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri

Nel maceratese poi il peso dell’attentato terroristico del fascio-leghista Traini e della forsennata campagna razzista orchestrata dalla destra in seguito alla tragica vicenda di Pamela Mastropietro ha inciso profondamente nel tessuto della città che stenta a riprendersi e anche nella nostra realtà associativa abbiamo avuto più difficoltà a mantenere il tesseramento precedente. Per fortuna la presenza degli studenti e delle loro organizzazioni tiene desta l’attenzione su quanto ci succede intorno e nel mondo».

Molte le sezioni mobilitate anche a Pisa e provincia. Si sono svolte iniziative a Calci (con la presenza del professor Paolo Pezzino, presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri), Pontedera, Vicopisano, San Frediano, Settimo, Cascina e Putignano.

Dall’alto in senso orario, foto da Pontedera; Vicopiano; Cascina; con la Cgil Pisa

Così a Genova dove le giornate si sono concluse in modo distintamente vivace come ci spiega Massimo Bisca, presidente dell’Anpi provinciale: «Il pomeriggio della domenica poi, abbiamo concluso queste due giornate a Bolzaneto concluse in un modo un po’ diverso in un salone stracolmo di gente, iscritti e non, il titolo dell’iniziativa era “TI SGANASCI E CONTRIBUISCI” perché oltre all’impegno per far vivere i nostri valori nella società, ci siamo impegnati tutti a far diventare ogni nostra sezione un punto d’incontro tra tutti i cittadini e di ogni età. Abbiamo quindi voluto chiudere chiedendo ad un gruppo di comici genovesi, nostri stessi iscritti, a chiudere quella giornata. Abbiamo vissuto insieme   un bel pomeriggio piacevole, abbiamo fatto vivere uno spazio che oltre ad essere un luogo in difesa della memoria è e può diventare ancor di più un centro di socialità».

Foto di gruppo dall’Anpi provinciale di Brindisi. Al centro Tea Sisto, componente della Presidenza dell’Anpi provinciale

Anche il sud ha fatto la sua parte, attivissima e brillante. «Anche in provincia di Brindisi ci racconta un’entusiasta Tea Sisto, componente della Presidenza dell’Anpi provinciale  sono state intense le giornate di chiusura del tesseramento. Ha iniziato venerdì 25 ottobre Mesagne dove, in quella stessa data si è svolta l’assemblea congressuale di costituzione della locale sezione, alla presenza del presidente del comitato provinciale, Donato Peccerillo. La sezione è stata intitolata al combattente antifascista ucciso in Spagna Eugenio Santacesaria. Presenti in assemblea alcuni suoi familiari. Eletto il Comitato direttivo: 6 donne su 9 componenti. Molti i nuovi tesserati in questa occasione speciale. L’Anpi a Mesagne continuerà una storica battaglia contro il fascismo, una battaglia che appartiene alla città. Sono 28 i partigiani e gli storici antifascisti mesagnesi.

Sabato 26 ottobre è toccato a Brindisi città. La giornata di chiusura del tesseramento si è svolta nella sede dell’Anpi. Numerosi i presenti, anche giovanissimi. Il ricercatore Carlo Guadalupi ha regalato all’Anpi Brindisi la sua preziosa raccolta di documenti originali delle lotte a Brindisi dal 1968 in poi.

Scatto di gruppo a Ostuni (BR)

Sempre sabato 26 ottobre, in Piazza della Libertà, organizzata dalla Sezione Anpi di Ostuni intitolata al Maggiore Antonio Ayroldi, Martire delle Fosse Ardeatine, si è svolta una manifestazione in piazza in onore dei nuovi tesserati, durata un’intera giornata, dalle 10 del mattino alla sera alle 20. Nel corso della manifestazione, che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini, è stato distribuito materiale informativo dell’Anpi oltre a copie del periodico Patria Indipendente. Studenti del Liceo Classico di Ostuni si sono avvicendati nella lettura di brani tratti dal libro “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana” e di lettere alla famiglia del Maggiore Antonio Ayroldi (zio della presidente di sezione Anpi, Isabella Ayroldi). Di seguito si sono svolti la pièce teatrale “I cento passi”, un intervento musicale della cantante Angela Semerano che, accompagnata alla chitarra da Alessandro Fiorella, ha interpretato brani della resistenza e canzoni di lotta (Oltre il ponte, Bella ciao, La ballata di Sacco e Vanzetti, Fratelli Carlo e Antonio di A. Fiorella ecc.). La manifestazione è stata anche l’occasione per esprimere il forte sostegno dell’Anpi di Ostuni alla lotta del popolo curdo, con la lettura di poesie del poeta curdo Abdullah Goran, la distribuzione di un volantino e l’esposizione di manifesti opera di Zerocalcare.

Tanti nuovi iscritti all’Anpi anche a Francavilla Fontana

Infine nuovi iscritti domenica 27 ottobre anche a Francavilla Fontana dove l’Anpi ha organizzato un banchetto in piazza dalle ore 10 alle 13. È stata l’occasione anche per dialogare con molti cittadini che hanno chiesto lumi sul ruolo dell’Anpi dato che i partigiani rimasti vivi non sono moltissimi ormai. Dirigenti e volontari hanno spiegato il ruolo antifascista dell’Anpi e di difesa della Costituzione della quale sono state distribuite numerose copie».

Grande attivismo e attualità anche Catanzaro. Ci scrive Mario Vallone, presidente dell’Anpi provinciale: «Da giornate come queste, o come quella di qualche giorno fa sulla manifestazione di solidarietà al popolo curdo, vengono tante utili sollecitazioni per il nostro lavoro. La necessità di accrescere le adesioni rimane un obiettivo da perseguire tutti i giorni.

Tanti giovani con l’Anpi a Catanzaro

Il senso delle giornate del tesseramento lo ha dato Maria Elena giovane avvocato che con queste parole domenica mattina ha motivato la sua prima iscrizione: “Perché è l’unica tessera che oggi vale la pena di avere in borsa. Ora e sempre Resistenza».

Nel beneventano sono state inaugurate nuove sezioni, dunque nuovi e promettenti semi partigiani.

«Le giornate di chiusura del tesseramento 2019 – ci racconta Amerigo Ciervo, presidente dell’Anpi provinciale – hanno visto l’Anpi sannita attiva su più fronti e in diverse zone del territorio provinciale. Infatti, oltre al tesseramento, che ancor prima di questa chiusura aveva visto un balzo in avanti importante passando dalle 180 tessere del 2018 alle quasi 250 di quest’anno, ha avuto luogo la costituzione delle prime due sezioni locali dell’Anpi del Sannio.

Nuove sezioni locali, le prime, nel Sannio (BN).
Nella Biblioteca comunale di Morcone, l’assemblea costitutiva della sezione intercomunale Alto Tammaro

Il primo appuntamento è stato sabato 26 ottobre alle ore 17.30 presso la Biblioteca comunale di Morcone dove gli iscritti hanno dato vita all’assemblea costitutiva della sezione intercomunale Alto Tammaro.

Dalla discussione assembleare sono venute fuori tante proposte valide e interessanti, ma al tempo stesso la consapevolezza della responsabilità che deriva da un passo così importante quale quello di rappresentare la memoria partigiana e lo spirito antifascista in tempi complessi e delicati come quelli attuali. Inoltre, l’Anpi Alto Tammaro cercherà di porre al centro della sua attività l’attenzione alle memorie locali legate alla Resistenza, memorie sbiadite di donne e uomini su cui, tuttavia, già alcuni iscritti stanno lavorando da tempo con passione e tenacia.

Costituzione della sezione intercomunale Valle Caudina (BN)

Domenica 27 ottobre, invece, è stata la volta della costituzione della sezione intercomunale Valle Caudina che si è tenuta presso la Biblioteca Comunale di Montesarchio. La discussione fra gli iscritti si è, in questo caso, concentrata, oltre che sull’attualità politico-culturale del nostro paese, sulle possibili azioni e iniziative da mettere in campo con particolare attenzione al mondo giovanile e della scuola. Non a caso il comitato della sezione Valle Caudina ha visto l’elezione di ben tre giovani tesserati segno della volontà di incidere profondamente sulle nuove generazioni».

Un’Anpi, dunque, più presente, giovane e viva che mai.

L’articolo IL BELLO DELLE PIAZZE D’ITALIA proviene da Patria Indipendente.

In piazza per la pace in Siria il 1° novembre

Guernica, di Pablo Picasso

Anche a Roma sfilerà il popolo della pace nella giornata europea di mobilitazione a sostegno dei diritti dei curdi del Rojava. Il 1° novembre associazioni, sindacati, studenti, partiti democratici, semplici cittadini si daranno appuntamento nella capitale e in tante altre città italiane per partecipare in contemporanea alla manifestazione promossa da “Autonomia del nord-est Siria-Rojava”, coordinata nel nostro Paese dall’UIKI (l’Ufficio informazione del Kurdistan in Italia). E Anpi, Arci, Cgil, Legambiente, Rete della Pace, Udu e altre associazioni, dopo aver lanciato appelli ed espresso vicinanza alle donne e degli uomini curdi che aveva contribuito a sconfiggere l’Isis ed aveva avviato nel territorio una grande esperienza democratica, hanno deciso di fare un passo in più. Così hanno messo a punto una “Piattaforma per la pace in Siria e in MedioOriente”. Un documento articolato che Patria vi propone integralmente.

Hevrin Khalaf, segretaria generale del Future Syria Party barbaramente assassinata con i suoi accompagnatori nei primi giorni dell’invasione turca probabilmente da miliziani dell’Isis

 

Piattaforma Pace in Siria ed in Medio Oriente

Fermiamo la guerra in Siria

Fermiamo le guerre in Medio Oriente

Costruiamo la pace

L’allontanamento dal territorio siriano da parte delle forze armate americane, l’annunciata aggressione turca nei confronti del popolo curdo residente nel territorio della Siria del nord est, il successivo intervento russo al fine di comporre il conflitto accettando nella sostanza le pretese territoriali della Turchia confermano l’abbandono della popolazione curda al suo destino e la cacciata dei residenti dalla cosiddetta fascia di sicurezza. Ma mettono in luce anche l’inerzia e l’incapacità di svolgere un efficace ruolo di mediazione sia da parte dell’Onu che da parte della Ue.

Il mondo, e l’Europa in particolare, che avrebbe dovuto sostenere con tutte le proprie risorse, l’esperienza di integrazione e di convivenza tra le comunità etniche e religiose in corso nel Nord/Est della Siria, riconoscendo il sacrificio e la resistenza del popolo siriano e della sua milizia curda Ypg (Unità di protezione popolare), di cui una importante componente costituita da donne combattenti che si sono distinte per coraggio ed abnegazione, pagando un altissimo prezzo di vite umane, e riuscendo a sconfiggere l’Isis, hanno invece tradito questa esperienza, rendendosi complici di una nuova violazione della sovranità siriana, della ripresa della guerra e provocando l’alto rischio di un ritorno dei miliziani dell’Isis alle loro attività belliche e terroristiche.

La guerra continua ad essere l’unico strumento di composizione dei conflitti in Medio Oriente, dove si intrecciano laceranti contraddizioni mai sopite: la questione nazionale dei curdi, la legittima aspirazione ad uno Stato e un territorio per i palestinesi, la salvaguardia dell’esistenza dello Stato d’Israele, la lotta per l’egemonia regionale che si avvantaggia della perenne rivalità fra sciiti e sunniti, il perdurare del conflitto in Yemen e la repressione violenta delle mobilitazioni popolari in Iraq e Libano che rischiano di degenerare e riaccendere nuovi focolari, la frammentazione della Libia, il contrasto fra regimi laici e regimi confessionali (tutte le petromonarchie sono a carattere teocratico), la questione economica per le ricchezze petrolifere in gran parte di quei territori, gli interessi economici e strategici delle grandi potenze, il ruolo devastante che ha avuto e può avere l’Isis in Medio Oriente oltre che in Europa, in un quadro aggravato dagli interventi militari trascorsi in Iraq, in Libia, ed oggi nella stessa Siria che hanno comportato conseguenze catastrofiche per la stabilità dell’intera regione.

Davanti a questo scenario così complesso e drammatico l’unica via d’uscita è l’applicazione del diritto internazionale, multilateralismo per l’azione di mediazione e di risoluzione nonviolenta dei conflitti armati, mettendo al bando la guerra e le armi nucleari.

Noi, uomini e donne, cittadini e cittadine europee, migranti, rifugiati e richiedenti asilo, sentiamo il dovere di agire, di mobilitarci, di far sentire le nostre voci e le nostre ragioni a chi ci governa, a chi ha la responsabilità politica di fermare questa spirale di guerre e di violenze infinite.

Per questo rivolgiamo alle Nazioni Unite, alle istituzioni europee, agli stati membri, questa piattaforma di pace per porre fine alla guerra in Siria e nella regione Medio Orientale, per costruire la sicurezza ed il futuro di ogni popolazione, per ogni uomo e per ogni donna, in libertà e nel rispetto dei diritti umani universali e della libertà.

Per queste ragioni, sostenendo l’appello delle donne curde a tutti i popoli che amano la libertà, chiediamo e ci impegniamo per:

  • La cessazione del fuoco senza condizioni e il ritiro immediato delle truppe turche e di ogni altro esercito e milizie straniere, dal territorio della Siria;
  • l’immediata sospensione di vendita di armi ed assistenza militare alla Turchia, come pure agli altri stati implicati in guerre nel Medio Oriente, da parte degli stati membri dell’Unione Europea e in particolare dell’Italia;
  • che sia garantita assistenza umanitaria e corridoi umanitari per la popolazione siriana vittima di questa nuova invasione, come pure il rispetto dei diritti umani per tutta la popolazione civile, senza discriminazione di etnia o religione;
  • il ritiro del contingente militare italiano dal confine tra Turchia e Siria;
  • una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite per istituire una missione di forze di interposizione con mandato ONU per la protezione della popolazione siriana e per ripristinare condizioni di ricostruzione democratica, di convivenza tra le diverse comunità;
  • la costituzione di una commissione internazionale sotto l’egida dell’ONU per verificare l’eventuale uso di armi chimiche contro la popolazione siriana della regione della Rojava, del Ghouta; operazioni ed azioni militari che possano costituire crimini di guerra e/o azioni di vera e propria pulizia etnica di cui si sono rese colpevoli le parti coinvolte nel conflitto in questi anni;
  • la costituzione di una commissione internazionale d’inchiesta sotto l’egida dell’ONU per scoprire esecutori e mandanti dell’assassinio di Hevrin Khalaf, segretaria generale del Future Syria Party, e dei suoi accompagnatori;
  • la sospensione di accordi commerciali e di associazione tra l’Unione Europea e la Turchia;
  • il non rinnovo dell’accordo tra UE e Turchia per la gestione dei rifugiati provenienti dalla Siria e da altri paesi in guerra;
  • l’attuazione, da parte dell’UE e degli stati membri di una politica di accoglienza e di integrazione di ogni uomo o donna in fuga da situazioni di rischio e minaccia alla propria vita e dei propri cari, siano condizioni di povertà, di repressione, di persecuzione, di disastri ambientali, di guerre, accompagnando queste politiche con programmi di cooperazione, di investimenti, con accordi commerciali e di associazione coerenti e diretti ad eliminare le cause che obbligano le persone a fuggire in cerca di rifugio e di condizioni di vita dignitose;
  • la ripresa di una profonda riflessione da parte del Parlamento Europeo sul ruolo dell’alleanza atlantica (NATO) e sulla necessità di avere una politica di difesa ed un esercito di difesa europeo;
  • il rilascio dei prigionieri politici e “verità e giustizia” per le vittime di sparizione forzata che in Siria;
  • togliere il PKK dalla lista delle organizzazioni terroriste;
  • riattivare il programma europeo per la riconversione industriale dell’apparato militare, a sistemi dual e civile; mantenendo l’apparato militare per scopi prevalentemente di difesa e non commerciali;
  • sostenere la società civile e democratica – quella siriana e delle altre popolazioni vittime di guerre e di regimi antidemocratici, quella turca che si oppone a Erdogan – con programmi di promozione dei diritti umani, in particolare per la libertà di espressione, di comunicazione, di associazione;
  • promuovere iniziative di dialogo tra le comunità e di costruzione della democrazia dal basso.

Questa piattaforma è promossa da associazioni, sindacati, organizzazioni studentesche, artisti, sportivi, intellettuali, politici, pensionati, cittadini e cittadine, migranti, rifugiati, richiedenti asilo, che hanno a cuore i principi ed i valori su cui si fonda l’Unione Europea, che si riconoscono nella carta universale dei diritti umani, che si impegnano e vogliono costruire una società giusta, libera e democratica. Libera da guerre e dalle armi. Libera da dittatori e regimi repressivi.

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27 ottobre, 75° della Liberazione a Predappio

Le Anpi delle province romagnole, col sostegno dell’Anpi nazionale, chiamano domenica 27 ottobre, a partire dalle ore 16, i democratici e gli antifascisti a festeggiare la ricorrenza del 75esimo anniversario della Liberazione di Predappio dai nazifascisti. L’Anpi invita i democratici e gli antifascisti a deporre singolarmente un fiore sul monumento ai caduti della Resistenza in Predappio.

La data della Liberazione di Predappio coincide, non del tutto casualmente, con quella della marcia su Roma del 28 ottobre. Date coincidenti ma, con tutta evidenza, antitetiche: l’una ricorda il tragico inizio di una dittatura, la seconda – pur se da un punto di vista locale, anche se si tratta del luogo natale di Mussolini – la cacciata della stessa e più in generale del nazifascismo e l’avvio di quel processo che porterà alla Repubblica e alla Costituzione.

La manifestazione verrà aperta nel pomeriggio alle 16 presso il Teatro Comunale di Predappio dalla prima edizione dell’Anpi Folk Fest, curata dal cantautore Alessio Lega, durante la quale si esibiranno E Zezi, De Soda Sisters, Massimo Ferrante, Coro Spontaneo Individualista, e altre sorprese. Nell’intervallo fra la prima e la seconda parte del concerto interverranno Miro Gori, presidente provinciale Anpi Forlì-Cesena, Giusi Del Vecchio, presidente provinciale Anpi Rimini, Luigi Lolli, presidente della sezioneAnpi di Predappio, e concluderà Emilio Ricci, vicepresidente nazionale Anpi. Al termine del concerto partirà un corteo che, attraversando il centro del paese, si concluderà davanti al circolo Arci di via Gramsci, dove avrà inizio verso le 19.30 una “tagliatella antifascista”.

Inoltre l’Anpi invita i democratici e gli antifascisti a deporre singolarmente un fiore sul monumento ai caduti della Resistenza in Predappio.

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Lastre della memoria a Bolzano

Una foto d’epoca del Polizei Durchganslager Bozen

Sono trentadue lastre in vetro e acciaio incastonate in un muro in acciaio collocato accanto al vero muro del lager, al civico 80 di via Resia. Vi scorreranno, proiettati, i nomi di migliaia di deportati, principalmente civili, e farà parte del “Passaggio della memoria-Passage der erinnerung”, museo a cielo aperto dove pannelli e installazioni esplicative raccontano la storia del Polizei Durchganslager Bozen.

I primi a esservi rinchiusi furono gli oppositori politici antifascisti e i partigiani; poi vi arrivarono i militari prigionieri, soldati alleati, disertori e renitenti alla leva di Salò; in seguito fu la volta degli ebrei, uomini donne, bambini, e dei rom. Quasi nessuno di loro fece ritorno a casa. Perché era un campo un campo di lavoro e di transito il Polizei Durchganslager Bozen. Posto sotto il diretto controllo nazista (al pari dei lager di Fossoli, Carpi, Borgo San Dalmazzo e la risiera di San Sabba), funzionò dall’estate 1944 al 3 maggio 1945.

Quasi 10.000 persone, secondo le stime più recenti (ma gli studi sono ancora in corso), vi passarono. I reclusi venivano sfruttati sino allo sfinimento nello sgombero delle macerie causate dalle incursioni aree, nelle operazioni di sminamento, oppure nelle fabbriche e nei terreni agricoli, prima di essere destinati ai luoghi di sterminio oltreconfine: Flossenbürg, Dachau, Ravensbrück, Buchenwald, Mauthausen, Auschwitz-Birkenau.

Il Passaggio della memoria in via Resia (da http://www.comune.bolzano.it/ UploadImgs/21662_26012012_014.jpg)

Oggi del Durchganslager Bozen, allora al margine di un quartiere operaio, resta solo una parte del muro di cinta e intorno c’è un complesso di palazzi di edilizia intensiva lungo un’arteria di intenso traffico cittadino. Quel campo infatti fu a lungo trascurato nel dopoguerra, fino a quando, nel 1995, l’amministrazione comunale in collaborazione con l’Anpi locale realizzò un “un percorso della memoria” storica di Bolzano.

La nuova istallazione si prefigge di ricordare anche i tantissimi abitanti del territorio che rischiarono in prima persona la rappresaglia nazifascista lanciando pane ai deportati, custodendo e inoltrando le lettere per i familiari di chi era costretto a salire sui treni piombati. Non va neppure dimenticato che nel lager bolzanino operò la Resistenza, un comitato clandestino era in costante contatto con i partigiani del Cln, organizzando decine di fughe, in particolare di quanti erano condannati a morire in Germania, Austria, Polonia. Le lastre intanto diverranno parte del primo memoriale dedicato di Bolzano.

Il taglio del nastro avverrà il 25 ottobre alle ore 17, alla presenza delle istituzioni locali e dei rappresentanti dell’Anpi Alto Adige-Südtirolo (guidati dal presidente Guido Margheri) e dell’Aned, alla sera ci sarà un concerto all’Auditorium dell’Orchestra Haydn a ingresso libero (necessaria però la prenotazione). Ma i partigiani alto atesini hanno già promosso iniziative ed eventi per una intera settimana “resistente” con incontri, presentazioni di libri, spettacoli teatrali nei licei. E sabato 26, la prima della due giorni nazionale di chiusura del tesseramento Anpi 2019, la sede bolzanina di via Torino 31 resterà aperta per momenti di dialogo, incontro e convivialità nel segno della riflessione sull’attualità dell’antifascismo e dei valori di pace, libertà, solidarietà e convivenza della Costituzione.

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Milano con il popolo curdo

Milano 14 ottobre 2019. La protesta davanti al consolato turco (da https://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-milano/2019/10/14/195500734-da55f926-83a8-4c55-8549-c458d1d39aac.jpg)

Nel pomeriggio di lunedì 14 ottobre si è svolta a Milano una grande manifestazione di solidarietà con il popolo curdo che rischia di essere massacrato dall’intervento di Erdogan. Davanti al consolato turco, in via Canova, Milano ha voluto esprimere la propria riconoscenza e vicinanza ai curdi che, da soli, hanno sconfitto i terroristi dell’Isis e ha voluto manifestare profondo cordoglio per la barbara uccisione di Hevrin Khalaf, leader curda, assassinata dalle milizie schierate con Ankara. Al presidio “Fermatevi! Milano al fianco del popolo curdo” hanno partecipato oltre 5 mila persone e i rappresentanti di Anpi, Aned, Cgil, Cisl, Acli, Verdi, Pd e di tantissime altre sigle della società civile.

La portavoce della comunità curda a Milano, Hazal Kayuncuer, rivolgendosi ai manifestanti dal camion che fungeva da palco, ha detto con grande forza: “Resisteremo fino in fondo. Il nostro popolo al nord della Siria è composto da diverse minoranze etniche che hanno sempre convissuto pacificamente fra loro. Resisteranno agli attacchi, si batteranno come hanno fatto contro l’Isis”.

Dal 2014 al 2018 la Turchia è stato il primo Paese di esportazione delle armi italiane. Il blocco della vendita di armi proposto dal governo italiano, ma solo per il futuro, non basta, anche perché gli arsenali turchi sono già al completo. Sono necessarie contromisure molto più efficaci. Questa crisi drammatica obbliga l’Unione europea, che condanna solo a parole l’invasione turca, a dotarsi di quella visione geopolitica che non ha mai avuto e i mezzi e la volontà per sostenerla.

La Resistenza italiana ed europea contro il nazifascismo sono state una guerra alla guerra per costruire un modo unito, nella pace, e nei valori della solidarietà e dell’antifascismo. Per questi valori ci siamo sempre battuti e in questi giorni si sta battendo coraggiosamente il popolo curdo.

Roberto Cenati, presidente Comitato provinciale Anpi Milano

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Mani rosse a Roma

Decine e decine di mani rosse, come sporche di sangue, per ricordare il bestiale assassinio di Hevrin Khalaf, curda, segretaria generale del Partito del futuro siriano. E centinaia di donne e uomini con striscioni, cartelli con Hevrin in effigie, simboli dei sindacati e delle associazioni.

L’Anpi in prima fila con le sue bandiere. È avvenuto il 14 ottobre in piazza Santi Apostoli a Roma, dove Cgil, Cisl e Uil avevano dato appuntamento per un presidio che rappresentasse l’indignazione della città per l’invasione del Rojava, il territorio siriano dove i curdi avevano avviato un’esperienza democratica dove libertà e liberazione si coniugavano con le aspirazioni a una patria da parte di un popolo senza patria.

Nel corso del pomeriggio in quella piazza ad un passo dal monumento al Milite Ignoto c’è stata un’affluenza continua di cittadini che testimoniavano la loro vicinanza a quelli – e quelle – che hanno sconfitto i carnefici dell’Isis.

Niente discorsi, comizi, parole. Solo la lettura della dichiarazione comune dei tre sindacati contro l’aggressione di Erdogan. E l’impegno a continuare. Perché a Roma quel pomeriggio è stato solo l’inizio. Come in tutta Italia.

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Da Brindisi a Bolzano per il popolo curdo

Da Brindisi a Savona, da Benevento a Bolzano e in decine di altre località italiane. L’Anpi sarà in piazza alla mobilitazione internazionale promossa sabato 12 ottobre in solidarietà con il popolo curdo.

Comitati provinciali e sezioni dell’Associazione dei partigiani manifesteranno contro l’invasione turca del nord est della Siria, una regione che tutti abbiamo imparato a conoscere come il “Rojava.

Ma tante iniziative si sono già tenute, oppure si svolgeranno oggi o nei prossimi giorni.

Sabato 12 in moltissime città italiane si darà vita a sit-in oppure a cortei insieme all’Arci, alla Cgil, a Legambiente, ai partiti democratici e della sinistra, alle Acli, alle onlus, alla plurale rete della società civile che si declina in ogni territorio in decine e decine di associazioni, a migliaia di persone comuni.

Insieme al sostegno di una forte azione diplomatica per la pace, che faccia cessare ogni azione della guerra voluta dal presidente Erdoğan, in favore dell’indipendenza e della sovranità di una popolazione storicamente martoriata, costretta più volte alla diaspora. Che solo grazie al tributo di sangue pagato nella lotta contro l’Isis aveva ottenuto di poter vivere in un’area autonoma.

Sui social si scambiamo informazioni, ci si dà appuntamento, c’è chi ha già approntato manifesti, altri dimostreranno portando con sé le foto di donne e uomini verso cui “la comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, hanno ancora fresco un debito di riconoscenza”, perché “si sono battuti fino alla morte per fermare il comune nemico Daesh e salvaguardare la sicurezza e serenità dell’Europa e del nostro Paese, di noi tutti”.

Sono frasi tratte dall’appello alle istituzioni Ue e della Repubblica italiana lanciato dall’Anpi, Arci, Cgil e Legambiente non appena si è appresa notizia e che continua a correre sul Web. Proprio da quel testo è tratto il motto che unirà le dimostrazioni dell’Associazione dei partigiani in tutta Italia: “Si avvii in Siria una forte e decisa azione diplomatica”.

A Brindisi, dove il tam tam è anche all’insegna delle parole d’ordine “Scendiamo in piazza, restare indifferenti non è concesso a nessuno”, i partigiani locali saranno simbolicamente sotto la sede del Consolato generale onorario di Turchia, in via Cesare Braico insieme, tra gli altri, al Forum per cambiare ordine delle cose, al Treno della Memoria, a L’alveare-Mesagne Bene Comune, a la Collettiva Trans Femminista Queer, al Consorzio Nuvola. A Savona l’appuntamento è in piazza Mameli dalle ore 17.30; a Bolzano si svolgerà un presidio in piazza del Grano dalle 15.30 alle 18.30; l’Anpi a Benevento sarà con Cgil e Libera alle ore 18 davanti alla prefettura.

A Benevento, l’Anpi con Cgil e Libera

Se è impossibile dare conto di ogni orario e luogo dove si terranno le manifestazioni, c’è però una certezza: l’Anpi, territorio per territorio, saprà raggiungere e informare iscritti, amici, compagni e semplici cittadini. Nel nome di una pace giusta e subito ed essere accanto alle donne e agli uomini dello straordinario e generoso popolo curdo.

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