Adesione appello “La solidarietà non è reato” di Mani Rosse Antirazziste

Il Comitato Provinciale dell’Anpi di Ancona sottoscrive e condivide l’appello lanciato da Petrie Drummond e Mauro Carlo Zanella affinchè il Senato respinga la conversione in Legge del cosiddetto Decreto Legge Sicurezza Due. Alleghiamo l’appello delle Compagne e dei Compagni di Mani Rosse Antirazziste #manirosseantirazziste

La solidarietà non è un reato
Dalle ore 0.00 di oggi noi, Petrie Drummond, Manfred Bergmann e Mauro Carlo Zanella, abbiamo iniziato uno sciopero della fame contro la conversione in legge del cosiddetto Decreto Legge Sicurezza Due, che criminalizza coloro che, salvate in mare le vite di profughi, rifiutano di sbarcarli in un porto non sicuro come quelli della Libia sconvolta dalla guerra e costellata di veri lager per i migranti. Portarli, come impongono le convenzioni internazionali in un porto sicuro italiano comporta ora pesantissime sanzioni atte ad impedire le attività di ricerca e soccorso in mare delle Organizzazioni Non Governative. Ugualmente si criminalizzano le lotte sociali con pesantissime sanzioni che possono riguardare chi accende un fumogeno o attua un blocco stradale per reclamare diritti costituzionalmente garantiti come la casa, il lavoro, l’istruzione, la salute, la tutela dell’ambiente.
Nella nostra azione siamo sostenuti e incoraggiati dalle compagne e dai compagni del gruppo informale autogestito Mani Rosse Antirazziste di cui noi stessi facciamo parte, di Diamoci Una Mossa, di Digiuno di Giustizia e Solidarietà con i Migranti, di Kethane-Rom e Sinti per l’Italia, di Grennpeace e del Centro di Ricerca per la Pace di Viterbo. Le compagne, i compagni, le amiche e gli amici tutti ci sosterranno logisticamente e ci supporteranno affiancandosi a noi con digiuni a staffetta.
Dopo la fiducia estorta alla Camera dei Deputati chiediamo ai Senatori di agire in Parlamento come rappresentanti della nazione e del popolo, senza alcun vincolo di mandato ma fedeli alla Costituzione. Respingano la conversione in Legge del cosiddetto Decreto Legge Sicurezza Due, partecipando al voto. Votino contro per fedeltà alla Costituzione della Repubblica Italiana che riconosce, tutela e promuove i diritti universali della persona umana, che protegge lo straniero che fugge da guerre e dittature e da una situazione di violazione dei diritti fondamentali (quale è quella vissuta nei Paesi travolti dalla miseria e dalla fame o sconvolti dai mutamenti climatici).
Se malauguratamente anche il Senato dovesse votare sì alla nuova legge, che ci porta fuori dalla Legalità Costituzionale, dallo Stato di Diritto e dalla Umana Civiltà, sosterremo il Presidente della Repubblica che, a qu
esto punto, come Garante della Costituzione, altro non potrà fare se non rifiutarsi di promulgare la nuova Legge rinviandola nuovamente al dibattimento parlamentare.
Chiedere al Presidente di firmare questo obbrobrio sarebbe chiedergli di attentare alla Costituzione e di tradire la Repubblica.
Per questa ragione, certi della sua volontà di essere coerente con i valori della Costituzione in quanto sincero democratico intendiamo sostenerlo in questo difficilissimo momento di profondissima crisi etica della nostra Repubblica Democratica e del nostro amato Paese.
Petrie Drummond, violoncellista di Castel Volturno
Manfred Bergmann, operatore socioculturale, delegato ONG presso il Consiglio Diritti Umani ONU, Roma
Mauro Carlo Zanella, maestro elementare di Lanuvio
Per adesioni:
mauroc.zanella@gmail.com
lelenoferi@gmail.com
Seguono le firme:
Margherita Gaetani Roma, Claudio Giambelli ingegnere Roma, Franca Zucali insegnante Roma, Enrico Calamai diplomatico Roma, Gaia Pallottino geografa Roma, Francesca Cerocchi insegnante Roma, Laura Nanni insegnante Roma, Franca Rovigatti organizzatrice culturale, Ugo Balbo ingegnere, Marina Premoli traduttrice Roma, Gabriele Noferi psicologo Roma, Fabrizio Giai Arcota disoccupato Torino, Valentina Parlato redattrice Roma, Maria Giulia Amadasi professore universitario Roma, Maria Delfina Bonada giornalista Roma, Gabriella Cerretti cooperante Roma, Emanuela Pappalardo disoccupata Roma, Cristina Mattiello insegnante Roma, Antonio Sbordoni operaio Albano Laziale, Marco Tombesi Roma,
Giorgio C. Maylander ingegnere Roma, Paola Viero esperta cooperazione internazionale Roma, Clara Spallino studentessa Roma, Beatriz Moriones educatrice di comunità Roma, Monica Ardemagni dirigente Roma, Maria Antonietta Golini istituto superiore restauro Roma, Maria Grazia Calandrone poetessa Roma, Ippolita Gaetani funzionaria RAI Roma, Erica Ongaro interprete Roma, Anna Maria Rivera antropologa università di Bari, Sara Ventroni poetessa Roma, Mirella Forte Roma, Loredana Tonni insegnante Roma, Ornella Berniet fisioterapista Roma, Stefania Tonni restauratrice Milano, Cecilia Ghibaudi storica dell’arte Torino, Marlene Micheloni sociologa Roma, Elena Menzieri ricercatrice Roma, Monica Ambrosio architetto Venezia, Gioia Costa operatrice culturale Roma, Giorgio Piacentini Roma, Antonello Lapalorcia dirigente Roma, Daniela Turco redattrice scientifica Roma, Paolo Bernaglione insegnante Roma, , Diego Ruffolo orafo Roma, Luisa Laureati Briganti gallerista Roma, Fedora Filippi archeologa Berlino, Alfredo Cafasso Vitale ingegnere Roma, Beatrice Supino Roma, Elisabetta Confaloni attivista Roma, Daniela Redig De Campos e Giuseppe Caccia operatori sociali, Maurizio Rossi corista Roma, Assunta Cestaro Roma, Stefano G. Acconci bibliotecario Roma, Nunziata Tomasello USB immigrazione Viterbo, Barbara Anceschi editore Milano, Florinda Fusco scrittrice Bari, Andrea Aureli antropologo Roma, Marco Bizzoni docente Albano Laziale, Silvia Guerra filosofa Torino, Michele Cinque documentarista Roma, Michela Becchis storica dell’arte Roma, Barbara Auleta Roma, Manfred Bergmann delegato consiglio diritti umani ONU Roma, Antonella Scotton insegnante Firenze, Martino Noferi musicista Firenze, Carolina Zincone attivista Roma, Susanna Scamperle psicologa Roma, Giovanna Mori attrice Torino, Valeria Faletra impiegata Roma, Silvia Acquistapace Roma, Claudia Melotti Roma, Ludovico Pratesi critico d’arte Roma, Elisabetta Baiocco Roma, Edda Melon docente universitaria Torino, Marita Bartolazzi scrittrice Roma, Monica Stambrini resita Roma, Annamaria Robustelli insegnante Roma, Enzo Mastrobuoni Roma, Diana Pavlovic attrice Milano, Patrizia Ottolini insegnante Roma, Francesco Mapelli Milano, Ilaria Rossi Doria architetta Roma, Marina Pierani insegnante Roma, Maria Teresa Carbone giornalista Roma, Fernanda Isidori psicoanalista Roma, Rosanna Gorini ricercatrice CNR Roma, Cecilia Guzzo impiegata Roma, Andrea Costa operatore sociali Roma, Anna Cerocchi insegnante Roma, Igor Castella operaio Roma, Fanny Castella scrittrice Londra, Tess Castella fumettista Parigi, Siro Serini libero pensatore Roma, Ippolita Avalli scrittrice Roma, Paola Splendore docente Roma, Sandro Triulzi docente Napoli, Alessandra Cardelli antropologa Roma, Paola Cortellazzo docente Este, Simona Medici educatrice Roma, Carmela Taraborrelli Cini pensionata Schaffhausen, Angelo Dufour ingegnere Genova, Maria Gilberta Nuvolari insegnante, Manuela Miraglia avvocata Roma, Laura Rapisarda architetta Roma, Cinzia Bassetti grafica Roma, Luis Moriones traduttore Roma, Cinzia Di Sabatino badante Teramo, Piero Cammarano docente Roma, Giulia D’Angelo pensionata Roma, Francesca Zaccari educatrice Roma, Anna Maria Rametti insegnante Teramo, Rita Maria Pallottino pensionata Roma, Bernardo Rossi Doria urbanista Roma, Silvia France Cipriani psicoterapeuta Roma, Francesco Martone ex-senatore Roma, Serenella Alliney Perrotta pensionata Roma, Adele Cataldi medico Roma, Claudio Pacella medico Roma, Sancia Gaetani biologa Roma, Ilaria Tocchi dirigente di comunità Firenze, Maria Rovigatti operatrice culturale Roma, Maddalena Lo Fiego educatrice Pistoia, Aurora Malanzano insegnante Ercolano, Anna Alfieri pensionata Portici, Rosario D’Auria pensionato Portici, Marta d’Auria redattrice Portici, Paolo Garofano docente Lanuvia, Marcello Di Giovanni docente Portici, Paolo Visentin impiegato Roma, Luigi Galloni avvocato Roma, padre Giorgio Ghezzi religioso sacramentino Modugno di Bari, Eliseo Tambone Corato di Bari, Sergio di Vito docente Caserta, Eliana Iocchi funzionaria Roma, Anna Maffei pastora battista Milano, Elisabetta Canitana medico Roma, Antonio Sani insegnante Roma, Ana Lung opeatrice sanitataria Roma, Emnanuele Casalino pastore battista Roma, Raul Mordenti docente Roma, Laura Mascini insegnante Lanuvio, Maria Lo Fiego docente Roma, Deborah D’Auria docente Pomezia, Michele Azzeri disoccupato Aprilia, Emanuela Petrolati insegnante Roma, Viviana Duca casalinga Roma, Marco D’Aloisi dirigente Roma, Arianna D’Aloisi studentessa Roma, Alessandra D’Aloisi studentessa Roma, Luigina Ponzo pensionata Frascati, Annamaria Ponzo pensionata Frascati, Cristina Arcidiacono pastora battista, Marta Maffia ricercatrice, Massimo Aprile pastore battista Milano, Antonio Pascale Conversano di Bari, Peppe Sini pubblicista Viterbo, Daniela Di Carlo pastora valdese Milano, Giuseppina Natale insegnante Roma, Maria Palozzi bibliotecaria Roma, Maurizio Negri libraio Roma, Antonella Bukovaz insegnante San Pietro al Nauisone Udine, Fiorenza Mormile insegnante Roma, Alessandro Gianni direttore delle campagne Greenpeace Italia.

Luglio antifascista in Provincia di Ancona

  •   7 Luglio 2019 LIBERAZIONE OSIMO ore 21.00 Palazzo Comunale Osimo
    ·        7 Luglio 2019 COMMEMORAZIONE ECCIDI CHIGIANO E VALDIOLA ore 17.00 Località Ponte di Chigiano

    ·        7 Luglio 2019 ESCURSIONE AL LAGO DI PILATO  https://www.facebook.com/events/626746401175880/

    ·        7 Luglio 2019 COMMEMORAZIONE DEI MARTIRI DEL 29 GIUGNO 1944 ore 10.45 sede Comunale Staffolo

    ·        11 Luglio 2019 FESTA DEI POPOLI Forte Altavilla Ancona

    ·        12 Luglio 2019 FESTA DEI POPOLI Forte Altavilla Ancona

    ·        13 Luglio 2019 FESTA DEI POPOLI Forte Altavilla Ancona

    ·        14 Luglio 2019 LIBERAZIONE CERRETO D’ESI

    ·        18 Luglio 2019 COMMEMORAZIONE LIBERAZIONE ANCONA ore 9.30 Porta Santo Stefano Ancona

    ·        18 Luglio 2019 CENA DELL’ANPI ore 20.00 Circolo Concordia Sbandati Ancona  https://www.facebook.com/events/353389451990743/

    ·        19 Luglio 2019 CENA SOCIALE PER MEDITERRANEA ore 20 CLS Fabbri Jesi https://www.facebook.com/events/677666166081897/

    ·        20 Luglio 2019 FESTA LIBERAZIONE CHIARAVALLE

    ·        20 Luglio 2019 FESTA LIBERAZIONE CHIARAVALLE

    ·        20 Luglio 2019 LIBERAZIONE JESI

    ·        21 Luglio 2019 FESTA LIBERAZIONE SERRA SAN QUIRICO ore 16.00 Parco Gorgovivo Serra San Quirico

    ·        25 Luglio 2019 PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA Senigallia

    ·        25 Luglio 2019 PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA Skate Park Osimo

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Orazione ufficiale di Marta Manzotti per il 75#Anniversario dell’Eccidio dei Martiri di Montecappone di Jesi

Buonasera a tutti, perdonate se mi trema la voce ma l’emozione di essere qua a parlare di questa ricorrenza … fa un certo … effetto!

Voglio innanzitutto porgere un saluto ai familiari e ai parenti di questi sette giovani, con la consapevolezza che nessun discorso potrà cancellare la violenza subita. Un saluto alle Autorità civili e militari, a tutte le Associazioni  e a tutti  coloro che con la loro presenza, oggi,  vogliono onorare il ricordo di questi giovani Partigiani morti per la Libertà.

Quando mi è stato proposto di essere l’oratrice, qui, oggi, in un giorno così importante mi sono chiesta “chi? Io?”  Però poi riflettendoci mi sono detta “Si, io. Qualcosa da dire ce l’ho!” Sono Marta Maria Manzotti, laureata in Filosofia a Macerata. Ora sono una volontaria del servizio civile e  curo il progetto dell’Arci servizio civile “ La memoria dalle storie locali all’educazione alla pace”, grazie al quale sono entrata in contatto con questa realtà. Dedico due righe a questo progetto che mi ha aperto tante porte da scoprire, tra cui questa appunto.

Trasformare la Memoria come forma di azione non violenta per educare il prossimo ai valori della Pace e solidarietà.  Questo è l’obiettivo.  Poniamo continua attenzione dedicando giornalmente tempo alla Ricerca sempre più approfondita su eventi che hanno coinvolto (e sconvolto ) pesantemente la nostra società. Mi riferisco alla terribile e disumana Soluzione finale del problema ebraico, ovvero la Shoa, e alla ribellione a quel regime nazifascista, ovvero, al movimento di Liberazione in Italia. Vogliamo far sì che la Memoria insieme alle celebrazioni annuali che la riguardano si trasformino in uno stile di vita concreto. In un modo di pensare non solo teorico ma pratico. TRASFORMANDO QUINDI L’EVENTO IN QUOTIDIANITà,  in qualcosa non di vecchio e di antiquato ma contemporaneo. E come ? Risvegliando la consapevolezza della nostra storia.  In questo momento stiamo somministrando questionari a giovani dai 18 ai 30 anni con l’intenzione non solo di valutare il grado di sensibilità e di percezione storica ma anche e soprattutto di generare in loro una riflessione interiore in un momento successivo.  È un progetto a rete che vede coinvolte più regioni e città quindi si è creato un spazio di ricerca e di confronto che riguarda la nazione intera. Il dialogo coinvolge in primis noi stessi con le materie, leggiamo, studiamo e questa conoscenza che ci entra dentro trasforma la nostra percezione, risveglia in noi la voglia di confrontarci con altri, secondo i valori del rispetto e dell’apertura mentale e della diversità  (per esempio noi volontari di questo progetto, provenienti da territori diversi, ci siamo incontrati tutti a Roma e insieme ci siamo potuti conoscere e confrontare). Infine c’è la volontà di espandere questo dialogo alla nazione intera. Stimolarla ad avviare un dialogo con il passato e ad avviare una trasformazione interiore . Perché possiamo cambiare il fuori, solo iniziando da noi stessi e dalle nostre radici. Questo è tutto quello che sto imparando in questo anno di Servizio civile universale e l’essere qui oggi, mi riempie il cuore. Nessuno mi obbligava a proseguire ma queste due realtà il Servizio Civile e l’ANPI hanno destato in me una fame di conoscenza e di approfondimento di questi argomenti, hanno fatto nascere in me tante riflessioni e tanti interrogativi.  Ho potuto partecipare il 24 Aprile alla Deposizione delle corone con il giro dei cippi, ed è stata un’esperienza emozionante e toccante, in cui, appunto, ho potuto toccare con mano e soprattutto con il cuore i luoghi della Memoria e respirare la volontà di ricordare coloro che sono morti ed hanno combattuto per la Libertà.

Fin da piccola ho sempre avuto una certa predisposizione per un mondo trasognante, spensierato dove alberi piante fiori uccellini e altre creature potessero respirare felici e io potessi correre, saltare in mezzo a loro. Li, in quel mondo, l’unico battito importante che avrebbe fatto vibrare tutto il corpo e l’anima sarebbe stato quello del cuore. E L’unica esplosione di luce sarebbe stata quella che avrebbe bagnato e inondato i miei occhi gioiosi di vita.  Una bella visione ,vero? Altro che spari e bombardamenti.

Sono cresciuta in queste campagne con i miei nonni, Zelinda e Armando Manzotti. Lui ha combattuto per la libertà e tanto, entrambi, mi hanno raccontato e insegnato. Mi ricordo ancora, quando ero piccola e passavo tutto il mio tempo in loro compagnia, di quando la sera (perché spesso dormivo da loro) mi veniva posta la fatidica domanda : “vuoi che ti racconta una storia Nonna o Nonno?” Naturalmente preferivo le storie di fanciulle, gattini … Mi ricordo che provavo ad ascoltare i racconti di Nonno ma mi rimandavano immagini troppo cruente e mi ricordo tutt’ora di quando sentivo i passi di nonno, di notte, per la casa, girare insonne e un certo odore di sigaretta cresceva nell’aria. Me lo ricordo agitarsi tra le coperte nel buio. A lui non bastava dire “no” e chiudere gli occhi per dimenticarsi di quelle immagini. Aperti o chiusi, i suoi occhi, le avevano assorbite e ora, le dovevano contenere .  Anche i partigiani Armando e Luigi Angeloni, Vincenzo Carbone, Francesco Cecchi, Calogero Graceffo, Alfredo Santinelli e Mario Saveri avrebbero preferito le storie della nonna e come me evitare storie violente che, invece, hanno dovuto non solo ascoltare e vedere ma … vivere.

20 Giugno 1944. << Stavo salendo le scale della mia abitazione>> Racconta nel suo libro “La storia attorno casa 1930-1948” Nello Verdolini  << quando dalla finestra spalancata vidi passare i ragazzi rastrellati, una ventina, tutti in fila uno dietro l’altro, in mezzo alla strada. Fra loro c’era anche Peppino d’Assunta >> ; << All’altezza dell’incrocio di Santa Caterina un altro ragazzo che stava ritornando a casa, Alfredo Santinelli, venne obbligato con le armi a seguire gli altri, ed egli andò in mezzo ai suoi amici quasi di buon grado. Nella via, passato il rastrellamento fascista, tutti ritornarono alle loro occupazioni. I genitori, i parenti dei ragazzi portati via pensavano che da un momento all’altro sarebbero stati rilasciati. Solamente Gigetto Tittarelli, il sarto, padre di Peppino, dopo un po’ inforcò la bicicletta e andò a vedere. Ritornò col figlio sulla canna della bicicletta. La gente gli andò attorno per sapere. Peppino, piccoletto, biondino, era bianco come un cencio. Si capiva che aveva avuto una gran paura. (Sembrava più piccolo di quello che era e lì per lì non disse un granchè, era come paralizzato)  A monosillabi disse che i fascisti li avevano fatti mettere tutti a ridosso di un muro, con il viso rivolto alla parete. Con minacce ed urla volevano sapere dove fossero i partigiani. Spararono alcune scariche di mitra, senza colpirli, facendo loro credere che li stavano fucilando.  Tutti in via Roma erano convinti che l’avventura per quei ragazzi si sarebbe risolta con una spaurita e che, così come era stato rilasciato Peppino, presto sarebbero stati rilasciati tutti gli altri. Non fu cosi!  A Monte Cappone si seppe poi, i ragazzi furono fatti sfilare davanti ad una porta, ad uno ad uno. Dentro al buio, c’era il comando fascista insieme alla ragazza che aveva detto di essere profuga e che era ospitata nell’appartamento di Elena. In effetti, essa era una delatrice di Fabriano in forze al comando fascio repubblicano di Jesi ed amante di un tenente dell’esercito della RSI. In base alle indicazioni di costei, i giovani vennero divisi in due gruppi: quello più numeroso, dopo essere stato intimidito e terrorizzato, venne mandato a casa. L’altro, di sette giovani, fu ritenuto composto da partigiani e trattenuto . >>

Si sa che i familiari di questi sette ragazzi cercarono di estrapolare informazioni, notizie da quelli liberati ma … erano fuggiti tutti.  Andarono a Montecappone ma i fascisti dissero loro che non c’era nessuno li. I contadini, pero, che abitavano li vicino .. avevano assistito alla crudeltà a cui quei poveri ragazzi erano stati sottoposti ma non ebbero cuore di dire nulla. Solo al mattino successivo, quando i fascisti se ne andarono sfilando per via Roma portando in processione i ritratti di Mussolini, i familiari ritornarono nello stesso posto e trovarono in un fossato i corpi martoriati dei loro ragazzi, martoriati da una ferocia disumana. Tanto che erano a stento riconoscibili.  Nello Verdolini conclude il racconto di questo triste e crudele episodio: << Avevano subìto il martirio, ma non diedero nessuna informazione, né rivelarono i nomi dei partigiani che bene conoscevano. Di fronte alle minacce, al terrore e alla morte più atroce non parlarono, non tradirono i loro compagni. Li ricordo tutti: Gigetto del cementista (Luigi Angeloni), 18 anni,mio amico d’infanzia; Armando, 25 anni,suo fratello; Alfredo Santinelli, 18 anni; Francesco Cecchi, 18 anni,che tante volte avevo sentito cantare con la sua bella e chiara voce “Bella ciao”; Mario Saveri, 23 anni; Enzo Carbone, calabrese e Calogero Grasceffo, siciliano, entrambi militari ventenni, che avevano trovato rifugio nella nostra città dopo l’8 settembre>>

Ho trovato storie davvero agghiaccianti sulla nostra città nel periodo prima della liberazione, un clima di terrore fatto da fascisti e tedeschi minacciosi che giravano per Jesi, un’ infinità di allarmi aerei ed incursioni violente. Le vorrei citare tutte ma il tempo è breve. I miei studi filosofici mi portano a riflettere sui fatti di quei giorni.

VIVERE. Cosa significa Vivere?  La realtà che sta al di fuori di noi  siamo poi cosi sicuri che sia cosi diversa dal sogno?  È bastato un singolo uomo a sognare un mondo in cui il razzismo e il totalitarismo predominassero per far si che diventasse un’orribile realtà.  Il sogno, dunque, può sfociare nella realtà e la realtà nella follia. Quando comprendiamo che la realtà non è quella che vediamo ma quella soprattutto che scegliamo di vedere o è la nostra cura, in quanto ci possiamo risvegliare ed essere più consapevoli, o, se non ci si accorge delle illusioni create, è l’origine di una malattia/nevrosi. Gli uomini, infatti, da sempre desiderano e rivolgono l’attenzione verso quello che vedono fuori di sé e che sentono di non avere. Percepiscono di non essere abbastanza, di essere difettosi, manchevoli di qualcosa e questa è l’origine della paura e della violenza. Le guerre, l’odio, l’invidia, la ricerca del potere … Le persone non si accorgono di essere uguali al prossimo, nella stessa condizione esistenziale sognante (si, “sognante” perché sono proprio i sogni che consapevolmente o non, ci muovono ogni giorno e ci condizionano), individui irrequieti in cerca di qualcosa che colmi il vuoto e l’insicurezza che esso genera … e non vedono che la ricchezza è nel condividere. È lo spazio che accoglie nuovi mondi: il sogno dell’altro. Apertura. Vi sto parlando tanto del sogno perché è da li che i nostri pensieri, la nostra vita, la nostra società e la nostra cultura hanno inizio. È per questo che per evitare di rifare gli stessi errori è importante imparare a sognare . è importante sognare con Responsabilità.

Questi uomini hanno davvero vissuto l’inferno, hanno combattuto per ribellarsi e non si sono arresi di fronte alla cecità e alla follia umane. Mi viene in mente “Noi non abbiamo certezza, abbiamo solo la speranza” , questa è una citazione del Filosofo Ernst Bloch, che, a mio parere, esprime l’animo di chi non si è arreso e ha continuato a coltivare la Speranza come espressione dell’istinto umano. Sempre secondo Bloch, infatti, “La Speranza è il più umano di tutti i moti dell’animo e accessibile solo agli uomini: al tempo stesso si riferisce all’orizzonte più ampio e più luminoso “ perché è proprio grazie a questo sentimento che anche nel buio più oscuro quale, paradossalmente può essere proprio il presente immediato, perché …  ci rendiamo conto che in realtà non c’è nulla di più oscuro di questo attimo, proprio questo, il presente, ora. I  partigiani lottavano nell’incognita di come sarebbe andata a finire ma il fuoco della ribellione e della Speranza li incoraggiava ad andare avanti, a non fermarsi . La Speranza creava in loro Luce e stimolo. I combattenti per la Resistenza hanno corso il rischio, hanno avuto fede nei loro ideali e nei loro sogni. Hanno seguito la voce della speranza che li animava al fine di poter cambiare quell’incubo in cui l’Italia era sprofondata. Ci hanno creduto, fino alla … Morte.

Quando leggo queste storie fatte di dolore, di violenza ma anche di ideali e alti valori mi viene spontaneo fare il paragone con la società attuale in cui sono cresciuta. Oggi abbiamo tutto. Non ci manca nulla eppure … sento che qualcosa di importante sta svanendo. L’autenticità. Siamo terrorizzati dal prossimo soprattutto se diverso, l’invidia e la voglia di essere migliori e più potenti dei nostri vicini ci sovrasta, apparire felici e spensierati e belli è un dovere per la sopravvivenza sociale. Ma dove è l’autenticità? Dove è la presa di coscienza di essere in un modo e non in un altro? Dobbiamo essere tutti simili e nella somiglianza essere migliori.Io dico che la bellezza e l’autenticità della diversità è ciò che ci rende simili. Ed è meraviglioso. Quei partigiani erano ognuno una personalità diversa, un fisico diverso ma non importava, quello che contava era il fuoco che scorreva nelle loro vene e alimentava il coraggio di ribellarsi alle mostruosità di una società che voleva tutti i cittadini succubi e schiavi di uno stesso pensiero claustrofobico privo di libertà di espressione e soprattutto privo di umanità. Essere Partigiani , come per definizione, è non cadere nell’oblio dell’indifferenza e spersonalizzazione. Essere partigiani è scegliere di essere in un modo e non in un altro. È SCEGLIERE, l’azione più importante che possiamo fare nelle nostre vite. L’essere che siamo e diventiamo è frutto di una nostra continua responsabilità quotidiana per cui prendiamo coraggio di dire NO a ciò che sentiamo essere un NO e dire con forza e ad alta voce ciò che è SI. Il bene e il male esistono ma io credo fermamente che, se si abbattono e superano tutti muri che abbiamo creato intorno ai nostri cuori attraverso convenzioni, nozioni non sentite, fredde, attraverso fobie e paure … io credo che i nostri cuori sappiano riconoscere ciò per cui vale la pena lottare . Come diceva Jaspers:  “L’esserci è il mio esserci”. La nostra esistenza ci appartiene e spetta a noi renderla memorabile esprimendo appieno la nostra autenticità e umanità. Perché ognuno di noi può fare la differenza. Sappiamo tutti, credo, quanto l’ansia, la depressione, le lamentele, la pigrizia, LA RABBIA siano contagiose. Ci facciamo da specchio quotidianamente e comunichiamo soprattutto senza parole ma con il tatto. A differenza di come la Realtà possa apparire frammentaria e di come l’altro possa apparirci appunto “altro” e le parole non sono che veicoli, il nostro essere sfiora quello di chi abbiamo affianco ed è la comunicazione più forte e vera: quella del nostro Essere che tocca un altro Essere, L’essere è qualcosa che si tocca, è qualcosa che è abbracciato da qualcosa di ulteriore. L’essere è quel qualcosa che ci tiene legati, in relazione. Diceva Campanella  << Non può sentirsi mai la cosa che non si tocca >> ,<< ogni senziente sente in quanto pate >> e se cominciamo oggi,tutti, a praticare l’autenticità e l’umanità, un piccolo mattone verso una storia migliore è posto.

Questi sette giovani partigiani hanno fatto una scelta. Hanno seguito il loro sogno di migliorare la realtà e di fare la differenza. Ci hanno creduto fino alla fine ma …

Muoiono solo le illusioni e le mode,

L’Autenticità è Eternità.  Per questo, siamo qui oggi. Perché i loro ideali sono VIVI e VIVA è la Resistenza.

Marta Maria Manzotti

20 Giugno 2019

ANPI: 5X1000

Carissima/o,

è grazie ai nostri iscritti e simpatizzanti, alla loro dedizione, se riusciamo a mantenere alti gli ideali della Resistenza che, con il sacrificio di donne e uomini, ci ha dato la Carta Costituzionale fondamento primo del nostro sistema democratico e della nostra convivenza civile.

In questi ultimi mesi, la nostra Associazione è stata presa di mira in modo continuo ed aggressivo – anche da parte di rappresentanti delle Istituzioni – nel tentativo di gettare discredito su di noi e dunque di porre ostacoli alla nostra azione.

Si tenta di colpire l’ANPI anche diminuendo i contributi statali, un vero e proprio impianto strategico, dunque, preciso e minaccioso che ci preoccupa molto.

La nostra Associazione vive, come sapete, grazie al contributo delle tessere, ma anche a quello, sempre più decisivo, del 5×1000.

Ti chiedo, quindi, di sostenerci, destinando il 5×1000 all’ANPI, alla nostra, alla tua Associazione, per proseguire nel nostro impegno quotidiano.

Ti allego il manifesto della nostra campagna dove troverai tutte le indicazioni operative per la destinazione.

Certi della tua attenzione e adesione, ti invio calorosi saluti resistenti.

Il Presidente Provinciale

Daniele Fancello

XV Premio Nazionale Fabrizi 28 aprile Osimo teatro la Nuova Fenice ore 17.00

Un traguardo non scontato quello delle 15 edizioni del Premio Nazionale “Renato Benedetto Fabrizi”.

Un riconoscimento nato con l’intento di premiare partigiani e storici locali che ha invece dimostrato la sua forza e le sue potenzialità valicando i confini della regione fino a diventare un simbolo del nuovo impegno dell’ANPI nella trasmissione della memoria e dei valori alle nuove generazioni.

Il Fabrizi premia infatti quelle personalità che quotidianamente mettono in atto e danno forma a quei principi e quei valori che sono pilastri della nostra Carta Costituzionale.

Al centro dell’impegno che la sezione di Osimo si è assunta con la conferenza d’organizzazione, tenutasi a fine gennaio, c’è la volontà di ridare voce ad un metodo differente di fare politica rispetto a quello attuale, basato sul confronto delle idee e non sulla demonizzazione dell’avversario,  su un linguaggio rispettoso dei ruoli e dei cittadini, tutti nessuno escluso, e soprattutto sul rispetto delle istituzioni repubblicane.

Gli emeriti di questa 15.ma edizione rappresentano e incarnano al meglio lo slogan che l’ANPI ha coniato per il 2019 e che campeggia sulle proprie tessere: “l’umanità al potere”.

Domenica 28 aprile dalle ore 17 saranno con noi sul palco del teatro La Nuova Fenice: Jole Mancini, Enrico Calamai, Gino Murgi, Ottavia Piccolo, Amnesty International Italia e i Modena City Ramblers.

Jole Mancini, partigiana romana, 99 anni, è testimone delle torture perpetrate dai nazisti ai danni dei carcerati in via Tasso; da 75 anni testimonia con tutte le proprie forze il valore della libertà e la fermezza della sua scelta di staffetta di non rivelare i nomi dei suoi compagni, compreso suo marito, nonostante gli interrogatori che subì da parte di Eric Priebke.

Molti hanno accomunato la storia di Enrico Calamai a quella di Oskar Schindler: Calamai, giovane vice console a Buonos Aires durante il golpe di Videla, riuscì, così come tentò di fare già precedentemente nel Cile di Pinochet, a mettere in salvo più di trecento perseguitati politici dal regime militare sottraendoli ai così detti voli della morte, rischiando esso stesso la propria vita.

Gino Murgi è il sindaco di Melissa, comune del crotonese, già terra di lotte contadine nel lontano 1949 quando i contadini cominciarono a chiedere il rispetto del provvedimento ministeriale che assegnava loro parte delle terre incolte dei proprietari latifondisti, pretendendo solo “pane e lavoro”.  Il prezzo pagato per quelle rivendicazioni fu l’uccisione di tre giovani manifestanti il 30 ottobre ’49 da parte della polizia. E i cittadini odierni di Melissa, che portano sulle proprie spalle il peso di quella storia, non hanno esitato a soccorrere, con a capo il loro sindaco, il 10 gennaio scorso, in piena notte, chi oggi chiede un futuro, proprio come i loro padri anni prima, aiutando un barcone di curdi che stava affondando davanti le loro coste. A bordo circa 150 persone tra cui alcuni bambini e un neonato di 3 mesi: tutti salvi grazie alla generosità dei melissesi.

Ottavia Piccolo e i Modena City Ramblers sono i cantori del nostro tempo, a dimostrazione che i valori e le storie, per non cadere nell’oblio, hanno bisogno di simboli per essere trasmessi di generazione in generazione, e quei simboli sono le note delle canzoni dei Modena o il teatro impegnato della Piccolo.

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” Questo il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Ma questi altri non sono che i principi che sancisce anche la nostra costituzione e sono quelle stesse motivazioni che spinse Peter Benenson a fondare nel 1961 Amnesty International, un’associazione che ha quindi radici comuni con l’ANPI e con tutti coloro che fanno dell’articolo 3 della nostra Carta la ragione del proprio essere cittadini.

La conduzione della serata sarà affidata al giornalista, scrittore ed ex inviato di guerra Pino Scaccia, già emerito dell’edizione 2017. Interventi musicale del M° Daniele Cecconi.





LE MARCHE PLURALI E ACCOGLIENTI – Manifestazione 6 aprile ad Ancona

Carissime e carissimi, 
l’ANPI Marche e l’ANPI di Ancona sono tra i soggetti organizzatori della grande manifestazione “Le Marche plurali e accoglienti“, promossa dall’Università della Pace, che si terrà ad Ancona sabato 6 aprile prossimo. L’iniziativa, che ha raccolto l’adesione di oltre settanta associazioni e organizzazioni del nostro territorio, intende riaffermare, a fronte della crescita di episodi di intolleranza e violenza che si sono registrati nel Paese e anche in questa regione, il  tessuto democratico e solidale dei nostri territori contro razzismo, xenofobie e ogni forma di discriminazione.
La manifestazione, da mare a mare, partirà alle 16,30 dal Passetto e si concluderà al Porto antico di Ancona (Molo Rizzo) con l’intervento del prof. Roberto Mancini, mentre lungo il corteo si svolgeranno gli interventi dei/delle rappresentanti le Associazioni e Organizzazioni che hanno aderito all’iniziativa.
Non ho bisogno di sottolineare l’importanza dell’evento, analogo alla manifestazione “People, in marcia contro il razzismo” che si è svolta il mese scorso a Milano, che dovrà vedere una significativa e visibile presenza della nostra Associazione. Confido, dunque, nel massimo impegno organizzativo e nella più ampia partecipazione. In allegato trovate l’Appello con le adesioni pervenute finora e il manifesto della Manifestazione.
L’appuntamento è per le 16,15 al Passetto lato pineta dove ci saranno le bandiere e lo striscione dell’ANPI.

“Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli” Nelson Mandela Siamo cittadine e cittadini, associazioni, enti e organizzazioni allarmati per i crescenti atti di intolleranza e violenza, che hanno coinvolto la nostra Regione, alimentati anche dal progressivo deterioramento della qualità del linguaggio e della complessa e variegata comunicazione sempre più caratterizzata da tratti violenti, xenofobi e razzisti. Temiamo fortemente che si arrivi ad un punto di non ritorno, di cui la storia ci ha già consegnato tristi e dolorosi esempi. Le Marche sono una Regione che ha una significativa tradizione di accoglienza di ogni forma di fragilità umana: siamo e vogliamo restare Marche accoglienti, contro ogni deriva disumana. Nel corso degli anni abbiamo assistito alla costante erosione dei diritti. Sui migranti l’Europa ha perso la coscienza, la memoria, l’umanità! Sono ignorate, o peggio rimosse dalle agende politiche, le ragioni che costringono le persone a migrare: fame, povertà, guerra, cambiamenti climatici, non equa distribuzione delle risorse del Pianeta. Per quanto riguarda l’Italia, non condividiamo la Legge 132/2018 (conversione in legge del “decreto immigrazione e sicurezza”) e i suoi effetti: l’idea generale è che la povertà estrema e la marginalità sociale siano un problema di ordine pubblico. Questa norma è in contrasto con i principi cardine della nostra Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Noi vogliamo costruire una società fondata sull’affermazione dei diritti umani, sociali e civili: Diciamo no al decreto immigrazione e sicurezza Diciamo no all’esclusione sociale Diciamo no a tutti i muri che imprigionano Diciamo sì alla protezione umanitaria Diciamo sì ai porti aperti Diciamo sì al rispetto dei diritti umani Diciamo che siamo e vogliamo restare Marche plurali e accoglienti!! L’accoglienza è la base della civiltà

31-03-2019 RELAZIONE INTRODUTTIVA CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE DELL’ANPI PROVINCIALE DI ANCONA

Buongiorno a tutte e a tutti,
vi ringrazio per la vostra presenza alla Conferenza di Organizzazione dell’Anpi Provinciale di Ancona.
L’appuntamento di oggi conclude il percorso deciso in occasione del 16° Congresso dell’Anpi, che ha coinvolto tutte le nostre 17 sezioni, prima nella realizzazione del documento alla base della discussione odierna, e, dal mese di gennaio al mese di marzo 2019 in 15 conferenze di organizzazione delle sezioni, avendo resi partecipi tutti i soci e i simpatizzanti della provincia di Ancona.
In questi ultimi anni l’ANPI ha avuto una profonda trasformazione per l’inevitabile cambio generazionale che ha modificato quasi per intero la base associativa. Aver scelto, più di dieci anni fa, l’apertura dell’Associazione agli antifascisti e alle antifasciste ha consentito un graduale e progressivo cambiamento dei gruppi dirigenti e l’ingresso di un numero non indifferente di giovani, ma è questo un percorso che va ulteriormente coltivato e sostenuto anche attraverso l’appuntamento di questa mattina.
Proprio per questo abbiamo deciso di fare una conferenza provinciale aperta, perché alla luce dei mutamenti dello scenario politico e sociale internazionale, Europeo e Italiano, è necessario confrontarci per valutare collettivamente le ripercussioni che tali mutamenti hanno anche nella nostra provincia, per poi discutere su cosa può e deve fare l’ANPI insieme alle istituzioni, ai partiti, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni a tutti i cittadini antifascisti e democratici, per fronteggiare i neofascismi che, purtroppo, ogni giorno diventano sempre più aggressivi e invasivi.
I tre anni che ci lasciamo alle spalle ci hanno visti impegnati prima nel duro scontro referendario a difesa della Costituzione, dove l’ANPI ha saputo salvaguardare la sua identità, la sua unità e la sua autonomia, poi nella raccolta firme sull’appello “Mai Più fascismi” che ha visto al nostro fianco un ampio fronte democratico
Ma le elezioni del 4 marzo 2018hanno fatto emergere lo smarrimento, lo scoraggiamento e la rabbia prodotti nella coscienza civile dalla lunga crisi economica, dalla polverizzazione dei partiti e da diffusi fenomeni di decadenza del sistema politico e istituzionale. Le scelte politiche dei Governi Italiani degli ultimi anni, condizionate pesantemente dall’Unione Europea, sempre più mal vista da tanti cittadini, hanno progressivamente indebolito il ruolo e l’autorevolezza delle Istituzioni, alimentando ulteriormente il senso di sfiducia e acuito tensioni e diffidenze verso ogni forma di rappresentanza.
Quanto stà accadendo in Italia da dopo le elezioni ci preoccupa molto. Il Governo cinque stelle – lega nord ha fin da subito fatto capire il tipo di politiche che avrebbe attuato, con la chiusura dei porti, con la vicenda della nave Diciotti, con il decreto sicurezza e più recentemente con l’adesione al congresso delle famiglie.
E’ ben evidente la strategia di continuo attacco alle libertà personali e collettive e all’uguaglianza, fomentando le paure delle persone e le discriminazioni, mettendo in discussione i diritti ottenuti con anni di dure lotte sociali e politiche e anche i principi fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione.
Le formazioni neofasciste italiane, tristemente note , si sentono protette dalle forze politiche dell’attuale Governo e il pericolo delle loro iniziative è drammaticamente sottovalutato anche dalle istituzioni Europee. Infatti basta ricordare basta ricordare le recenti e disgustose affermazioni di Antonio Tajani, attuale Presidente del Parlamento Europeo, secondo il quale Mussolini, con il fascismo, ha fatto anche cose buone!
L’ennesimo tentativo di “riscrivere” la storia ha visto la reazione dello stesso Parlamento Europeo, oltre che di tutte le forze antifasciste non solo Italiane, ma purtroppo ogni giorno dobbiamo assistere a tentativi di riabilitare le figure dei peggiori rappresentanti del fascismo, con l’intitolazione di strade, come a Ladispoli, ad Almirante, oppure a manifestazioni volte a commemorare la nascita del fascismo, come a Milano e a Prato, oppure ancora, come a Savona e Genova, ai festeggiamenti dei fasci di combattimento da parte di alcuni consiglieri comunali.
Troppo spesso si tende a sottovalutare la gravità di quanto stà accadendo in Italia, che non è troppo difforme da quanto accade nel resto d’Europa, dove si presenta un agguerrito e composito fronte di forze politiche di ispirazione razzista, neofascista, neonazista, nazionalista come emerso nel convegno “Essere antifascisti oggi in Europa” organizzato dall’Anpi a Roma lo scorso dicembre insieme a tutte le associazioni antifasciste Europee.
La politica economica dell’UE incardinata sul principio dell’austerità, la cultura liberista e gli effetti della grande crisi economica hanno causato la crescita delle povertà e della precarietà, la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, e hanno determinato un arretramento delle grandi idee di solidarietà, uguaglianza, libertà e democrazia. L’UE non appare più come la forma più alta di solidarietà fra popoli e di concerto fra Stati, ma come una delle cause determinanti del generale impoverimento, della crescente esclusione sociale, della riduzione dei diritti.
Sul piano internazionale anche negli ultimi giorni sono stati messi in atto attentati di estrema gravità, come il massacro nella moschea di Al Noor in Nuova Zelanda, di chiara matrice fascista, con gli assassini che citavano come “esempi” il nazista Breivik, autore della strage di Utoya, in Norvegia, e il fascioleghista Luca Traini, a noi già tristemente noto per il tentato eccidio di migranti, a Macerata, lo scorso anno, che ha dato poi avvio a una serie di aggressioni razziste e xenofobe verificatisi in tutto il territorio nazionale.
Anche la morte di Lorenzo Orsetti, ilvolontario fiorentino ucciso in Siria dall’Isis,ci ricorda tristemente che la lotta al terrorismo non è ancora nè conclusa, nè vinta. E purtroppo è ripreso nuovamente lo scontro tra Palestinesi ed Israeliani, nel quale ancora una volta a pagare il prezzo più salato è la popolazione Palestinese, già martoriata da anni di bombardamenti Israeliani.
Ci preoccupano inoltre la crescente tensione che contrappone la NATO alla Russia e le politiche attuate da Trump, che non manca mai di esportare il suo odio anche in Europa, intervenendo spesso nelle questioni interne dei Paesi “a gamba tesa”, come suo solito fare.
Non è migliore la situazione in altri Paesi: basta vedere quanto sta accadendo in Brasile dopo l’elezione di Bolsonaro, che sposta ulteriormente a destra il quadro mondiale, con un grave arretramento da un punto di vista sociale dei diritti e di speranza nel progresso democratico, oppure con l’ennesimo tentativo di colpo di stato degli USA, ancora in corso, in Venezuela, contro Maduro.
Quanto sta accadendo in Italia e nel mondo ha dato avvio a una reazione nel Paese che ha visto una grandissima mobilitazione per la manifestazione organizzata da CIGL, CISL e UIL a Roma lo scorso 9 febbraio e poi, pochi giorni dopo, nella grande manifestazione di Milano, “People”. Più recentemente anche le risposte antifasciste di Prato, Ladispoli e, ieri, a Verona, sono state davvero importanti e rilevanti, segnale positivo che finalmente qualcosa si sta muovendo.
Rispetto al preoccupante quadro nazionale e internazionale, la situazione nella provincia di Anconafortunatamente è migliore. Le due formazioni politiche più pericolose casa pound e forza nuova, nei nostri territori non hanno ottenuto risultati rilevanti, solo casa pound è riuscita ed eleggere un suo rappresentante nelle recenti elezioni per le circoscrizioni in Ancona. Invece più preoccupante è il risultato elettorale della lega nord, ormai ben troppo consolidato; richiede attenzione, poi, il sempre più diffuso fenomeno del “trasformismo politico” di esponenti politici che con il cambio di casacca tentano di salire sul carro del vincitore, oggi rappresentato proprio dalla Lega.
Per quanto riguarda le relazioni istituzionali dell’ANPI, abbiamo riallacciato dei buoni rapporti con la Provincia di Ancona, anche se resta ancora complicato vedere la ripresa di un impegno politico di tale Ente quale era in precedenza, a causa del ruolo marginale assegnato alle Province dopo la riforma che ne impedisce le elezioni da parte dei cittadini. Anche da parte del Presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche e del Magnifico Rettore dell’Università Politecnica delle Marche troviamo una sensibilità ai temi a noi cari, che in precedenza non c’era.
I rapporti con le Amministrazioni locali, purtroppo, non sono uniformi e proficui allo stesso modo. Si hanno realtà in cui gli obiettivi e le proposte sono comuni, e altre, come ad esempio a Jesi, dove abbiamo dovuto mobilitarci in tutta fretta per scongiurare il tentativo di cancellare, per fortuna senza successo, i riferimenti all’antifascismo e alla Resistenza dallo Statuto Comunale.
Nel corso degli anni abbiamo dovuto registrare una notevole riduzione, in qualche caso la completa soppressione, dei contributialla nostra associazione motivate dalla compressione delle risorse sia degli Enti locali, sia di quelli regionali e questo ha limitato gli spazi della nostra attività, ma nonostante ciò sono più di 250ogni anno le iniziative promosse in tutta la nostra provincia, in occasione delle ricorrenze nazionali, per celebrare i Caduti locali, gli eccidi, per trattare i temi dell’attualità e della pace, per i numerosi momenti aggregativi e di confronto, come quello di oggi.
Sapendo di poter contare esclusivamente sul generoso impegno del nostro volontariato, ci aspettano mesi impegnativi: per questo diventa imprescindibile investire nel tesseramento sia per la crescita dell’organizzazione e per la sua diffusione e il suo radicamento territoriale, sia per l’acquisizione di quelle risorse finanziarie indispensabili a garantire attività e autonomia, tanto più nel mutato scenario politico e istituzionale.
Dal punto di vista economico gli ultimi due anni hanno visto la chiusura del bilancio provinciale consuntivo in attivo, tuttavia sarebbe molto utile formare un gruppo di lavoro che si occupi di reperire i fondi per tutta l’associazione, sia nelle modalità tradizionali del tesseramento e delle sottoscrizioni, ma anche individuando nuove forme come il crowfounding, la realizzazione di gadget o pubblicazioni, e che sia di supporto alle sezioni per compilare i bilanci e preparare la rendicontazione per la Regione Marche. Resta ancora da pagare una piccola parte del debito con l’Anpi Nazionale, ma l’importo è significativamente ridotto a circa 6000 euro.
Sulla scia di quanto fatto dall’Anpi nazionale con il protocollo di intesa con il Miur, che ci ha consentito di migliorare le collaborazioni con le scuole e qui, nelle Marche, di accreditarci come ente formatore per i docenti presso l’Ufficio scolastico Regionale con il progetto “ 44 e dintorni”, riteniamo altrettanto importante tentare di stipulare un protocollo di intesa con l’ANCI al fine di salvaguardare idealità e pratiche finora condivise nell’organizzazione delle celebrazioni e degli eventi, ma anche per la manutenzione, la conservazione o la realizzazione di nuovi monumenti e lapidi a ricordo delle Partigiane e dei Partigiani caduti nel corso della Resistenza. Su tale proposta sta lavorando la Sezione Anpi di Arcevia, ma ovviamente il confronto riguarderà tutti i nostri territori.
Con questa conferenza di organizzazione vogliamo rilanciare e rafforzare le collaborazioni, ovviamente ricordando che l’ANPI non è né un partito, né un sindacato e non ha governi “amici”, quindi, non intende invadere ambiti, compiti e responsabilità altrui, ma il successo di tante iniziative si è ottenuto grazie alle proficue relazioni con istituzioni, associazioni, sindacati, partiti, cooperative, università e scuole, con le comunità degli stranieri con i quali il denominatore comune sono l’antifascismo, l’antirazzismoe l’intento di difendere e attuare la Costituzione Italiana che è una miniera di valori e principi democratici. Molto positive sono anche le collaborazioni con le Biblioteche, con i gruppi musicali, le compagnie e le scuole di teatro, le case editrici.
Abbiamo la necessità di rinsaldare le relazioni con il mondo del lavoro, e nella nostra provincia la CGIL si sta fortemente impegnando sui temi dell’antifascismo e troviamo un’analoga propensione sia negli altri sindacati come la CISL e la UIL, sia nelle forze politiche che abbiamo incontrato nei mesi scorsi.
Colgo l’occasione per segnalare la manifestazione Salute diritti lavorosviluppo alla quale vi invito a partecipare, che si svolgerà in Ancona sabato 13 aprile e che partirà proprio dal piazzale della fiera della Pesca.
E’ nostra intenzione anche intensificare i rapporti e le relazioni con le associazioniper unire le forze in un momento particolarmente delicato e importante come questo.
Le nostre speranze per il futuro sono affidate ai giovani, ai quali dobbiamo essere capaci di tramandare la memoria dei partigiani storici, attualizzandone l’immagine, per far capire che l’Anpi è oggi l’associazione che difende la Costituzione che ci hanno lasciato quei partigiani, di cui essi sono gli eredi, destinati a portare avanti gli ideali e i valori in cui i loro nonni hanno creduto al punto da sacrificare la loro stessa vita.
Dobbiamo quindi cercare contatti frequenti con il mondo giovanile, ponendoci attenzione al loro modo di dialogare e comunicare, tenendo anche conto che purtroppo tra i ragazzi, oggi, l’antifascismo non è più percepito come valore condiviso. Gruppi studenteschi e movimenti neofascisti sanno conquistare i giovani che non hanno anticorpi antifascisti, incitano alla violenza sui deboli, sui diversi e si insinuano in scuole e università.
Ma bisogna tenere conto anche dell’impegno in senso positivo delle nuove generazioni. Nell’ultimo mese i giovani della nostra provincia sono stati i protagonisti di due importanti manifestazioni: la prima, il 15 marzo, in occasione dello sciopero per il clima e l’ambiente, che ha visto migliaia di studenti nelle piazze di Ancona, Jesi e Cupramontana; la seconda, il 21 marzo, per la giornata della memoria e dell’impegnopromossa da Libera e che nella nostra Provincia si è svolta a Senigallia.
La lotta alle mafieè più attuale che mai, come dimostra l’omicidio di Marcello Bruzzese, fratello di un pentito della ‘Ndrangheta che viveva sotto protezione, avvenuto a Pesaro lo scorso 25 dicembre, segno evidente che le mafie sono ancora ben presenti e radicate nelle Marche.
Il tesseramentoin provincia di Ancona ha visto una lieve flessione nel 2017, una considerevole ripresa nel 2018, e un ulteriore miglioramento confermano i dati dei primi mesi del 2019. Complessivamente gliiscritti sono 1265, mapurtroppo, nonostante il trend positivo, non riusciamo ad essere presenti in tutti i Comuni della nostra provincia. Inoltre, il tesseramento, da una parte segnala la volontà e la consapevolezza di far propri valori imprescindibili, ma dall’altra non sempre ne consegue una partecipazione attiva degli aderenti: la presenza dei soci è visibile in alcune manifestazioni o eventi, crea entusiasmo che però non è duraturo. Anche la presenza dei giovani stenta ad emergere, e a volte rischia di essere solamente formale.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla nostra comunicazione,all’utilizzo dei social network attraverso i quali siamo sempre più connessi ma isolati. E’ cambiato il modo di relazionarsi con gli altri e di far politica. Tutto si riduce troppo spesso solo a slogan, attacchi personali, messaggi falsi, con un linguaggio di basso livello; vengono a mancare qualsiasi approfondimento e conoscenza dei problemi. Saper controllare i social e costruire una fitta rete di followers permette di diffondere messaggi, o di parlare alla gente senza un contraddittorio, spesso puntando sull’insicurezza e fomentando le paure.
L’ANPI deve continuare a investire le sue energie nella formazionee nella memoria. La formazione, intesa come una più stretta collaborazione con le scuole, trovando più occasioni possibili per incontrare gli studenti e collaborare con i loro insegnanti, ma anche attuando in ogni sua parte il protocollo di intesa con il MIUR e, in qualità di ente formatore per i docenti accreditato presso l’Ufficio Scolastico Regionale, dando avvio al progetto “44 e dintorni”. Ma la formazione è necessaria anche per i nostri dirigenti e per i nostri soci e simpatizzanti per essere preparati ad affrontare i nuovi e vecchi fascisti. Per questo intendiamo proseguire l’attività del corso di formazione politico culturaleche era stato intrapreso nel 2018.
La memoria, deve essere coltivata in più filoni: sicuramente quello delle celebrazioni ufficiali, per le quali però, da tutte le nostre sezioni, viene richiesto un aggiornamento per renderle attuali e moderne e per farle tornare ampiamente partecipate, organizzando convegni seminari e incontri di approfondimento sui protagonisti e sui fatti della Resistenza, andando a informare i giovani nelle scuole, collaborando con i loro insegnanti, continuando a recuperare e conservare le memorie dirette e indirette della Resistenza prima che la generazione che l’ha vissuta scompaia completamente.
L’Anpi deve riprendere e rilanciare la bandiera della pace. La pace deve tornare ad essere un impegno quotidiano da coniugare con la solidarietà e il rispetto dei diritti civili. La nostra adesione all’Università della pace fa parte di questo percorso, attraverso il quale dobbiamo rilanciare e da protagonisti le attività che svolgono sui territori anche la Consulta per la Pace di Jesi, la Scuola di Pace di Senigallia, la Scuola di pace di Arcevia e la Biblioteca di Pace di Monsano. L’appuntamento della Marcia della Pace Perugia-Assisi è diventata un’occasione irrinunciabile per far sentire la nostra voce, per contribuire a sensibilizzare e diffondere la cultura della pace, dell’uguaglianza, della solidarietà.
Proprio dall’Università per la pace è partita l’idea del corteoche si svolgerà ad Ancona SABATO 6 APRILE, dal titolo le Marche plurali e accoglienti, iniziativa alla quale hanno già aderito più di 50 associazioni e per la quale vi chiedo di garantire la più ampia mobilitazione della nostra associazione.
Uno degli obiettivi che ci siamo dati nelle conferenze delle sezioni è quello del radicamento territoriale: in tanti nostri Comuni, anche se con estrema fatica, siamo riusciti ad ottenere delle sedi che devono diventare un centro di promozione di una politica antifascista e un punto di riferimento per i cittadini che condividono i nostri valori. Per rendere attiva la partecipazione è necessario rendere effettiva la collaborazione, non solo con associazioni e movimenti, ma anche tra sezioni ANPI, creando una rete tra esse soprattutto a livello provinciale e regionale.
A breve sarà necessario effettuare il trasloco della sede provinciale dell’ANPI, per questo fin da ora chiedo il supporto di tutti voi per lo spostamento del nostro prezioso archivio, cogliendo anche l’occasione per aggiornare l’inventario di tutto il materiale in nostro possesso, in modo da metterlo più facilmente a disposizione di ricercatori iscritti e simpatizzanti.
E’ necessario dedicare particolare attenzione alla zona montanadella nostra provincia, dove la crisi economica, il terremoto ma anche scelte sbagliate delle istituzioni, come quella di chiudere il punto nascite di Fabriano, stanno deprimendo e facendo fuggire tanti abitanti di quei comuni. Dobbiamo essere capaci di attivare reti di solidarietà contribuendo nelle nostre possibilità ad aiutare quelle zone più in difficoltà.
Ancora una volta è d’obbligo ribadire la necessità di combattere ogni forma di violenza sulle donne, continuando con la formazione degli uomini su questi temi, ma anche rilanciando la proposta di formalizzare il coordinamento delle donne dell’Anpi della Provincia di Ancona.
Il lavoro che dobbiamo continuare a fare nella nostra Provincia deve passare anche per la riattivazione del Forum permanente tra le Associazioni Antifasciste e partigiane e gli istituti di storia presenti ed operanti nelle città adriatiche e ioniche, che può dare un grande contributo al dialogo degli antifascisti europei. Ovviamente è necessario fare il punto della situazione e valutare la stesura di nuovi progetti e il reperimento dei finanziamenti necessari per la loro attuazione.
Con l’Istituto Storia Marche purtroppo negli ultimi due anni le attività si sono limitate al reciproco scambio di inviti agli eventi ed è venuta a mancare la fattiva collaborazione che aveva caratterizzato gli anni precedenti. Negli ultimi giorni abbiamo attivato dei contatti attraverso i quali contiamo nel breve periodo di organizzare una serie di eventi insieme.
Per quanto riguarda l’Istituto Cervi, in Provincia di Ancona attualmente si sono ridotti a 6 i Comuni (Arcevia, Camerata Picena, Chiaravalle, Montecarotto, Montemarciano, Senigallia) che vi aderiscono. Anche qui, sbagliata è stata la scelta della Giunta del Comune di Jesi che nel settembre 2017 ha deliberato il recesso dall’Istituto. Chiediamo per questo che a partire dalla provincia di Ancona e dai Comuni aderenti vadano riprese le iniziative come le pastasciutte antifasciste, incontri con gli esperti dell’Istituto e le visite al Museo di Gattatico.
Un’ulteriore opportunità di conoscenza è data dai Musei della Resistenzadi Falconara e di Offagna con i quali vanno riattivate le collaborazioni.
Abbiamo la necessità di farci conoscere e riconoscereanche al di fuori dei nostri consueti circuiti; questo è possibile attraverso l’organizzazione di grandi eventi, come Treno della memoria (Anpi Marche), le “Pastasciutte antifasciste” il Premio Nazionale ANPI Fabrizi, e scriviamo la Liberazione.
Il premio Nazionale Fabrizi giunto alla sua quindicesima edizione quest’anno si svolgerà il 28 aprile al teatro di Osimo. Considerati l’alto valore culturale dei premiati e la levatura nazionale dell’evento, è una manifestazione da non perdere.
Tra pochi giorni sarà il 25 Aprile, e l’Anpi dovrà essere presente in tutte le piazze dei nostri Comuni. Questa celebrazione sarà l’ennesima occasione per richiedere una seria attuazione, e non certo l’abrogazione auspicata dal ministro Fontana, delle leggi Scelba e Mancino, di chiedere anche alle nostre amministrazioni comunali di vietare la concessione di spazi pubblici a soggetti neofascisti, di impedire la diffusione di iniziative cosiddette di “sorveglianza” del territorio, meglio note come ronde, illegali, contro gli immigrati, gli ambulanti, le prostitute, i parcheggiatori abusivi.
Mi avvio a concludere, ricordando che l’occasione di questa mattina deve servire, oltre che per confrontarci, per chiedere a tutti voi un rinnovato impegno. Abbiamo la necessità di eleggere un vice presidente che rappresenti la zona montana della nostra provincia, e ritengo utile anche dividere i compiti amministrativi da quelli organizzativi. Chiedo per questo che la commissione elettorale che si riunirà più tardi valuti questa proposta e inoltre provveda anche a formulare una proposta di nomi di compagne e compagni che faranno parte della Commissione di garanzia, dato che nello scorso congresso non era stata costituita.
Ritengo anche utile preparare un piano di lavoro per i prossimi due anni individuando priorità e obiettivi su cui concentrare le nostre forze. Le imminenti elezioni europee saranno l’occasione per organizzare incontri in cui approfondire il tema dell’UE e chiedere una profonda svolta di politica economica e sociale che ponga al centro il lavoro e un nuovo welfare affinché l’Europa torni ai suoi valori fondativi, in primo luogo l’antifascismo, e rilanci in chiave attuale i principi costitutivi, a cominciare dai diritti umani.
Subito dopo il 25 Aprile la nostra associazione sarà impegnata per ricordare gli Eccidi che hanno colpito i nostri Comuni, a partire da Arcevia. Per il 5 maggio organizzeremo un bus per partecipare alla commemorazione e a seguire ci sarà il pranzo provinciale dell’Anpi che si svolgerà quest’anno a Serra Dei Conti.
Come ogni anno, nei mesi di luglio e agosto saremo impegnati nelle celebrazioni delle Liberazioni dei Comuni, ma vi propongo fin da ora anche un’altra occasione per stare insieme e per esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto del 2016 andando il 7 luglio a fare una passeggiata al lago di pilato partendo da Foce una delle frazioni più colpite dal sisma.
La “carne al fuoco” è tanta, ma sono sicuro che l’ANPI potrà dare ancora tantissimo per il progresso del nostro Paese. Vi ringrazio tutti per l’attenzione.
Viva l’Anpi, viva i Partigiani viva la Resistenza

 Daniele Fancello

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE POLITICA

  1. La Commissione Politica fa propria la relazione introduttiva del Presidente Provinciale Daniele Fancello e ne condivide i contenuti e gli orientamenti, ritenendo però necessario proporre degli approfondimenti legati agli eventi di attualità più recenti citati nella relazione.
  2. La Commissione Politica ritiene fondamentale come metodo di lavoro, in una fase politica delicata come questa, invitare tutte le sezioni e le associazioni del territorio alla massima collaborazione.
  3. La Commissione Politica ritiene di proporre e approfondire al Comitato Provinciale le tematiche ambientali così necessarie per il futuro dei giovani, attualizzandole partendo con iniziative legate alle problematiche specifiche del territorio; nel nostro contesto territoriale dando priorità alle zone colpite dal sisma.
  4. La commissione Politica fa propria l’istituzione del Coordinamento donne dell’Anpi, ma accogliendo però le varie proposte ascoltate durante gli interventi, di creare un organismo aperto a vari contributi di genere.

Eventi mese di febbraio 2019

Prosegue incessante l’attività dell’ANPI in provincia di Ancona.Sono già numerosi gli appuntamenti in calendario dopo il grande successo degli eventi organizzati in occasione della settimana della giornata della memoria. 
  • Sabato 2 febbraio ore 11.00 ALBACINA 75°anniversario assalto al treno di Albacina 

https://www.facebook.com/events/461829077685732/

  • Mercoledì 6 febbraio ore 9.30 OSTRA 75°Anniversario dell’Eccidio dei Partigiani Brutti, Galassi e Maggini a Ostra   

  • Venerdi 8 Febbraio ore 15.30 ANCONA 75 anni dopo Gino Tommasi  il Comandante Annibale. Memoria e futuro.

https://www.facebook.com/events/615855915509748/

  • Sabato 16 Febbraio ore 21.00 MOIE “Canto la libertà”
Hanno preso avvio le Conferenze di organizzazione delle nostre sezioni; la CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE PROVINCIALE si svolgerà DOMENICA 31 MARZO 2019 . Al più presto verrà comunicata la località dove si farla. 


DATE E LUOGHI DELLE CONFERENZE DI ORGANIZZAZIONE DELLE SEZIONI E DEL PROVINCIALE ANPI DI ANCONA (in aggiornamento)

CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE ANPI  PROVINCIA DI ANCONA

SEZIONE

DATA/ORA

LUOGO

ANCONA

3-3-19

Ancona

ARCEVIA

17-02-19 ore 9.30

Arcevia

CONERO

CASTELFIDARDO

CERRETO d’ESI

23-02-19

Con Fabriano e Sassoferrato

CHIARAVALLE

17-02-19

Chiaravalle

FABRIANO

23-02-19

Con Cerreto d’E.e Sassoferr.

FALCONARA

FILOTTRANO

JESI

MEDIAVALLESINA

MONTESANVITO

OSIMO

26-1-19 ore 17.00

Osimo – Via Fontemagna 12

OSTRA

SASSOFERRATO

23-02-19

Con Fabriano e Cerreto d’E.

SENIGALLIA

SERRA SAN QUIRICO

03-03-19

TRECASTELLI

21-02-19 ore 18.00

Trecastelli

PROVINCIALE ANCONA

31 marzo 2019

Luogo da definire