IL BELLO DELLE PIAZZE D’ITALIA

Più di 160 piazze in tutta Italia colorate di giovani, Costituzione, antifascismo, pace. Queste le giornate del 26 e 27 ottobre scorsi nelle quali l’Anpi ha chiuso il tesseramento 2019 incontrando nei suoi gazebo migliaia di cittadine e cittadini. Uno straordinario impegno volontario, una fitta partecipazione e nuove adesioni all’Associazione. Così da Palermo a Torino, da Milano a Catanzaro passando per la Sardegna, la fantasia partigiana di tanti militanti ha prodotto incontri e passione contagiosa. Abbiamo scelto di raccontarvi in particolare alcune delle iniziative promosse a Roma, Genova e in alcune realtà più piccole. Per illustrare la capillare, formidabile, positiva, energia dell’Anpi oggi. Tenendo quindi a mente che i resoconti dalle città e dai territori metropolitani di cui diamo notizia sono semplicemente un magnifico emblema delle attività realizzate in quasi tutti i centri urbani di ogni Regione del nostro Paese.

Ecco dunque qui di seguito solo alcune testimonianze.

Un banchetto, tra i molti, a Roma

Ci racconta Valerio Bruni, componente della Presidenza dell’Anpi provinciale di Roma: «Oltre 30 sezioni mobilitate, decine di nuove iscrizioni, centinaia di presenze. Proiezioni, musica di strada, performance artistiche e tanti banchetti per le adesioni.

Le bandiere dell’Anpi hanno sventolato nelle piazze dei Municipi di Roma e dei Comuni della provincia.

Nel capitolino rione Esquilino

Dal litorale all’Appenino, passando per le storiche piazze della Capitale, la straordinaria forza di volontà che contraddistingue lo svolgimento di ogni nostra iniziativa, unita all’entusiasmo dei tanti che si sono avvicinati e che hanno intrapreso questo nuovo percorso di democrazia e di impegno civile, ha dato vita in ogni territorio ad un momento importante di condivisione, confronto e di volontà di continuare a battersi quotidianamente per preservare i valori di libertà, pace e solidarietà.

Nella foto in senso orario: durante le giornate del tesseramento a Nettuno, Subiaco e Lanuvio

Nei prossimi giorni continueranno, con cadenza quasi quotidiana, gli eventi organizzati dall’Anpi su Roma e provincia.

Un territorio vasto che nell’ultimo periodo ha visto quasi raddoppiare gli iscritti all’Associazione e nel quale i nuovi partigiani continuano ad inaugurare nuove sezioni che di giorno in giorno realizzano progetti con scuole, comunità locali ed Istituzioni».

Per la due giorni di tesseramento 2019 a Formia (LT)

Ottimi risultati anche nella provincia di Latina, territorio non facile per l’antifascismo. «L’atmosfera di sereno scambio e confronto intergenerazionale tra gli attivisti che si sono avvicendati tra banchetto e volantinaggio – ci scrive Ada Filosa, presidente dell’Anpi provinciale – ha catturato l’attenzione di molte persone. Alcune hanno preso il volantino e sono andate via, altre si sono fermate a chiedere informazioni, altre ancora hanno parlato con noi della situazione del nostro territorio e dell’importanza del nostro impegno. Sono stati certamente due pomeriggi proficui: a Formia vecchi iscritti hanno rinnovato la tessera e cittadini e cittadine antifascisti/e si sono convintamente tesserati per la prima volta. Particolarmente gradita è stata la richiesta di adesione da parte di un giovanissimo simpatizzante di soli 11 anni, segno che i valori della Resistenza e della Memoria vanno diffusi con sempre maggiore impegno tra le giovani generazioni».

Alcuni scatti dell’incontro pubblico promosso dal Comitato provinciale Anpi di Torino e dalla sezione Giambone del centro cittadino A coordinare gli interventi, la presidente del Provinciale Anpi, Maria Grazia Sestero

Le Marche sono da tempo vessate da brutte realtà, ma l’Associazione si mantiene fedele alla sua missione, come ci testimonia il coordinatore regionale Lorenzo Marconi: «L’Anpi nazionale ha voluto creare un’ulteriore occasione per offrire la possibilità a quanti, stimolati dalla particolare difficoltà della situazione economica, politica e sociale, intendano con la loro adesione riconoscere il ruolo dell’Anpi nella lotta al fascismo e nella difesa della democrazia e rafforzare l’Associazione. Una diversificazione delle iniziative che è anche specchio delle diverse situazioni che la nostra associazione sta vivendo: nell’ascolano e nel fermano la persistente egemonia della destra non rende certo facile la vita alle nostre sezioni; ancor più queste realtà insieme a quelle del maceratese sono condizionate dalle conseguenze del terremoto che continuano a rendere molto complicata e difficile la conquista di una normalità e con essa la partecipazione alla vita politica e civile.

A Calci (Pisa). Nella foto in basso, il prof. Paolo Pezzino, Presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri

Nel maceratese poi il peso dell’attentato terroristico del fascio-leghista Traini e della forsennata campagna razzista orchestrata dalla destra in seguito alla tragica vicenda di Pamela Mastropietro ha inciso profondamente nel tessuto della città che stenta a riprendersi e anche nella nostra realtà associativa abbiamo avuto più difficoltà a mantenere il tesseramento precedente. Per fortuna la presenza degli studenti e delle loro organizzazioni tiene desta l’attenzione su quanto ci succede intorno e nel mondo».

Molte le sezioni mobilitate anche a Pisa e provincia. Si sono svolte iniziative a Calci (con la presenza del professor Paolo Pezzino, presidente dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri), Pontedera, Vicopisano, San Frediano, Settimo, Cascina e Putignano.

Dall’alto in senso orario, foto da Pontedera; Vicopiano; Cascina; con la Cgil Pisa

Così a Genova dove le giornate si sono concluse in modo distintamente vivace come ci spiega Massimo Bisca, presidente dell’Anpi provinciale: «Il pomeriggio della domenica poi, abbiamo concluso queste due giornate a Bolzaneto concluse in un modo un po’ diverso in un salone stracolmo di gente, iscritti e non, il titolo dell’iniziativa era “TI SGANASCI E CONTRIBUISCI” perché oltre all’impegno per far vivere i nostri valori nella società, ci siamo impegnati tutti a far diventare ogni nostra sezione un punto d’incontro tra tutti i cittadini e di ogni età. Abbiamo quindi voluto chiudere chiedendo ad un gruppo di comici genovesi, nostri stessi iscritti, a chiudere quella giornata. Abbiamo vissuto insieme   un bel pomeriggio piacevole, abbiamo fatto vivere uno spazio che oltre ad essere un luogo in difesa della memoria è e può diventare ancor di più un centro di socialità».

Foto di gruppo dall’Anpi provinciale di Brindisi. Al centro Tea Sisto, componente della Presidenza dell’Anpi provinciale

Anche il sud ha fatto la sua parte, attivissima e brillante. «Anche in provincia di Brindisi ci racconta un’entusiasta Tea Sisto, componente della Presidenza dell’Anpi provinciale  sono state intense le giornate di chiusura del tesseramento. Ha iniziato venerdì 25 ottobre Mesagne dove, in quella stessa data si è svolta l’assemblea congressuale di costituzione della locale sezione, alla presenza del presidente del comitato provinciale, Donato Peccerillo. La sezione è stata intitolata al combattente antifascista ucciso in Spagna Eugenio Santacesaria. Presenti in assemblea alcuni suoi familiari. Eletto il Comitato direttivo: 6 donne su 9 componenti. Molti i nuovi tesserati in questa occasione speciale. L’Anpi a Mesagne continuerà una storica battaglia contro il fascismo, una battaglia che appartiene alla città. Sono 28 i partigiani e gli storici antifascisti mesagnesi.

Sabato 26 ottobre è toccato a Brindisi città. La giornata di chiusura del tesseramento si è svolta nella sede dell’Anpi. Numerosi i presenti, anche giovanissimi. Il ricercatore Carlo Guadalupi ha regalato all’Anpi Brindisi la sua preziosa raccolta di documenti originali delle lotte a Brindisi dal 1968 in poi.

Scatto di gruppo a Ostuni (BR)

Sempre sabato 26 ottobre, in Piazza della Libertà, organizzata dalla Sezione Anpi di Ostuni intitolata al Maggiore Antonio Ayroldi, Martire delle Fosse Ardeatine, si è svolta una manifestazione in piazza in onore dei nuovi tesserati, durata un’intera giornata, dalle 10 del mattino alla sera alle 20. Nel corso della manifestazione, che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini, è stato distribuito materiale informativo dell’Anpi oltre a copie del periodico Patria Indipendente. Studenti del Liceo Classico di Ostuni si sono avvicendati nella lettura di brani tratti dal libro “Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana” e di lettere alla famiglia del Maggiore Antonio Ayroldi (zio della presidente di sezione Anpi, Isabella Ayroldi). Di seguito si sono svolti la pièce teatrale “I cento passi”, un intervento musicale della cantante Angela Semerano che, accompagnata alla chitarra da Alessandro Fiorella, ha interpretato brani della resistenza e canzoni di lotta (Oltre il ponte, Bella ciao, La ballata di Sacco e Vanzetti, Fratelli Carlo e Antonio di A. Fiorella ecc.). La manifestazione è stata anche l’occasione per esprimere il forte sostegno dell’Anpi di Ostuni alla lotta del popolo curdo, con la lettura di poesie del poeta curdo Abdullah Goran, la distribuzione di un volantino e l’esposizione di manifesti opera di Zerocalcare.

Tanti nuovi iscritti all’Anpi anche a Francavilla Fontana

Infine nuovi iscritti domenica 27 ottobre anche a Francavilla Fontana dove l’Anpi ha organizzato un banchetto in piazza dalle ore 10 alle 13. È stata l’occasione anche per dialogare con molti cittadini che hanno chiesto lumi sul ruolo dell’Anpi dato che i partigiani rimasti vivi non sono moltissimi ormai. Dirigenti e volontari hanno spiegato il ruolo antifascista dell’Anpi e di difesa della Costituzione della quale sono state distribuite numerose copie».

Grande attivismo e attualità anche Catanzaro. Ci scrive Mario Vallone, presidente dell’Anpi provinciale: «Da giornate come queste, o come quella di qualche giorno fa sulla manifestazione di solidarietà al popolo curdo, vengono tante utili sollecitazioni per il nostro lavoro. La necessità di accrescere le adesioni rimane un obiettivo da perseguire tutti i giorni.

Tanti giovani con l’Anpi a Catanzaro

Il senso delle giornate del tesseramento lo ha dato Maria Elena giovane avvocato che con queste parole domenica mattina ha motivato la sua prima iscrizione: “Perché è l’unica tessera che oggi vale la pena di avere in borsa. Ora e sempre Resistenza».

Nel beneventano sono state inaugurate nuove sezioni, dunque nuovi e promettenti semi partigiani.

«Le giornate di chiusura del tesseramento 2019 – ci racconta Amerigo Ciervo, presidente dell’Anpi provinciale – hanno visto l’Anpi sannita attiva su più fronti e in diverse zone del territorio provinciale. Infatti, oltre al tesseramento, che ancor prima di questa chiusura aveva visto un balzo in avanti importante passando dalle 180 tessere del 2018 alle quasi 250 di quest’anno, ha avuto luogo la costituzione delle prime due sezioni locali dell’Anpi del Sannio.

Nuove sezioni locali, le prime, nel Sannio (BN).
Nella Biblioteca comunale di Morcone, l’assemblea costitutiva della sezione intercomunale Alto Tammaro

Il primo appuntamento è stato sabato 26 ottobre alle ore 17.30 presso la Biblioteca comunale di Morcone dove gli iscritti hanno dato vita all’assemblea costitutiva della sezione intercomunale Alto Tammaro.

Dalla discussione assembleare sono venute fuori tante proposte valide e interessanti, ma al tempo stesso la consapevolezza della responsabilità che deriva da un passo così importante quale quello di rappresentare la memoria partigiana e lo spirito antifascista in tempi complessi e delicati come quelli attuali. Inoltre, l’Anpi Alto Tammaro cercherà di porre al centro della sua attività l’attenzione alle memorie locali legate alla Resistenza, memorie sbiadite di donne e uomini su cui, tuttavia, già alcuni iscritti stanno lavorando da tempo con passione e tenacia.

Costituzione della sezione intercomunale Valle Caudina (BN)

Domenica 27 ottobre, invece, è stata la volta della costituzione della sezione intercomunale Valle Caudina che si è tenuta presso la Biblioteca Comunale di Montesarchio. La discussione fra gli iscritti si è, in questo caso, concentrata, oltre che sull’attualità politico-culturale del nostro paese, sulle possibili azioni e iniziative da mettere in campo con particolare attenzione al mondo giovanile e della scuola. Non a caso il comitato della sezione Valle Caudina ha visto l’elezione di ben tre giovani tesserati segno della volontà di incidere profondamente sulle nuove generazioni».

Un’Anpi, dunque, più presente, giovane e viva che mai.

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In piazza per la pace in Siria il 1° novembre

Guernica, di Pablo Picasso

Anche a Roma sfilerà il popolo della pace nella giornata europea di mobilitazione a sostegno dei diritti dei curdi del Rojava. Il 1° novembre associazioni, sindacati, studenti, partiti democratici, semplici cittadini si daranno appuntamento nella capitale e in tante altre città italiane per partecipare in contemporanea alla manifestazione promossa da “Autonomia del nord-est Siria-Rojava”, coordinata nel nostro Paese dall’UIKI (l’Ufficio informazione del Kurdistan in Italia). E Anpi, Arci, Cgil, Legambiente, Rete della Pace, Udu e altre associazioni, dopo aver lanciato appelli ed espresso vicinanza alle donne e degli uomini curdi che aveva contribuito a sconfiggere l’Isis ed aveva avviato nel territorio una grande esperienza democratica, hanno deciso di fare un passo in più. Così hanno messo a punto una “Piattaforma per la pace in Siria e in MedioOriente”. Un documento articolato che Patria vi propone integralmente.

Hevrin Khalaf, segretaria generale del Future Syria Party barbaramente assassinata con i suoi accompagnatori nei primi giorni dell’invasione turca probabilmente da miliziani dell’Isis

 

Piattaforma Pace in Siria ed in Medio Oriente

Fermiamo la guerra in Siria

Fermiamo le guerre in Medio Oriente

Costruiamo la pace

L’allontanamento dal territorio siriano da parte delle forze armate americane, l’annunciata aggressione turca nei confronti del popolo curdo residente nel territorio della Siria del nord est, il successivo intervento russo al fine di comporre il conflitto accettando nella sostanza le pretese territoriali della Turchia confermano l’abbandono della popolazione curda al suo destino e la cacciata dei residenti dalla cosiddetta fascia di sicurezza. Ma mettono in luce anche l’inerzia e l’incapacità di svolgere un efficace ruolo di mediazione sia da parte dell’Onu che da parte della Ue.

Il mondo, e l’Europa in particolare, che avrebbe dovuto sostenere con tutte le proprie risorse, l’esperienza di integrazione e di convivenza tra le comunità etniche e religiose in corso nel Nord/Est della Siria, riconoscendo il sacrificio e la resistenza del popolo siriano e della sua milizia curda Ypg (Unità di protezione popolare), di cui una importante componente costituita da donne combattenti che si sono distinte per coraggio ed abnegazione, pagando un altissimo prezzo di vite umane, e riuscendo a sconfiggere l’Isis, hanno invece tradito questa esperienza, rendendosi complici di una nuova violazione della sovranità siriana, della ripresa della guerra e provocando l’alto rischio di un ritorno dei miliziani dell’Isis alle loro attività belliche e terroristiche.

La guerra continua ad essere l’unico strumento di composizione dei conflitti in Medio Oriente, dove si intrecciano laceranti contraddizioni mai sopite: la questione nazionale dei curdi, la legittima aspirazione ad uno Stato e un territorio per i palestinesi, la salvaguardia dell’esistenza dello Stato d’Israele, la lotta per l’egemonia regionale che si avvantaggia della perenne rivalità fra sciiti e sunniti, il perdurare del conflitto in Yemen e la repressione violenta delle mobilitazioni popolari in Iraq e Libano che rischiano di degenerare e riaccendere nuovi focolari, la frammentazione della Libia, il contrasto fra regimi laici e regimi confessionali (tutte le petromonarchie sono a carattere teocratico), la questione economica per le ricchezze petrolifere in gran parte di quei territori, gli interessi economici e strategici delle grandi potenze, il ruolo devastante che ha avuto e può avere l’Isis in Medio Oriente oltre che in Europa, in un quadro aggravato dagli interventi militari trascorsi in Iraq, in Libia, ed oggi nella stessa Siria che hanno comportato conseguenze catastrofiche per la stabilità dell’intera regione.

Davanti a questo scenario così complesso e drammatico l’unica via d’uscita è l’applicazione del diritto internazionale, multilateralismo per l’azione di mediazione e di risoluzione nonviolenta dei conflitti armati, mettendo al bando la guerra e le armi nucleari.

Noi, uomini e donne, cittadini e cittadine europee, migranti, rifugiati e richiedenti asilo, sentiamo il dovere di agire, di mobilitarci, di far sentire le nostre voci e le nostre ragioni a chi ci governa, a chi ha la responsabilità politica di fermare questa spirale di guerre e di violenze infinite.

Per questo rivolgiamo alle Nazioni Unite, alle istituzioni europee, agli stati membri, questa piattaforma di pace per porre fine alla guerra in Siria e nella regione Medio Orientale, per costruire la sicurezza ed il futuro di ogni popolazione, per ogni uomo e per ogni donna, in libertà e nel rispetto dei diritti umani universali e della libertà.

Per queste ragioni, sostenendo l’appello delle donne curde a tutti i popoli che amano la libertà, chiediamo e ci impegniamo per:

  • La cessazione del fuoco senza condizioni e il ritiro immediato delle truppe turche e di ogni altro esercito e milizie straniere, dal territorio della Siria;
  • l’immediata sospensione di vendita di armi ed assistenza militare alla Turchia, come pure agli altri stati implicati in guerre nel Medio Oriente, da parte degli stati membri dell’Unione Europea e in particolare dell’Italia;
  • che sia garantita assistenza umanitaria e corridoi umanitari per la popolazione siriana vittima di questa nuova invasione, come pure il rispetto dei diritti umani per tutta la popolazione civile, senza discriminazione di etnia o religione;
  • il ritiro del contingente militare italiano dal confine tra Turchia e Siria;
  • una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite per istituire una missione di forze di interposizione con mandato ONU per la protezione della popolazione siriana e per ripristinare condizioni di ricostruzione democratica, di convivenza tra le diverse comunità;
  • la costituzione di una commissione internazionale sotto l’egida dell’ONU per verificare l’eventuale uso di armi chimiche contro la popolazione siriana della regione della Rojava, del Ghouta; operazioni ed azioni militari che possano costituire crimini di guerra e/o azioni di vera e propria pulizia etnica di cui si sono rese colpevoli le parti coinvolte nel conflitto in questi anni;
  • la costituzione di una commissione internazionale d’inchiesta sotto l’egida dell’ONU per scoprire esecutori e mandanti dell’assassinio di Hevrin Khalaf, segretaria generale del Future Syria Party, e dei suoi accompagnatori;
  • la sospensione di accordi commerciali e di associazione tra l’Unione Europea e la Turchia;
  • il non rinnovo dell’accordo tra UE e Turchia per la gestione dei rifugiati provenienti dalla Siria e da altri paesi in guerra;
  • l’attuazione, da parte dell’UE e degli stati membri di una politica di accoglienza e di integrazione di ogni uomo o donna in fuga da situazioni di rischio e minaccia alla propria vita e dei propri cari, siano condizioni di povertà, di repressione, di persecuzione, di disastri ambientali, di guerre, accompagnando queste politiche con programmi di cooperazione, di investimenti, con accordi commerciali e di associazione coerenti e diretti ad eliminare le cause che obbligano le persone a fuggire in cerca di rifugio e di condizioni di vita dignitose;
  • la ripresa di una profonda riflessione da parte del Parlamento Europeo sul ruolo dell’alleanza atlantica (NATO) e sulla necessità di avere una politica di difesa ed un esercito di difesa europeo;
  • il rilascio dei prigionieri politici e “verità e giustizia” per le vittime di sparizione forzata che in Siria;
  • togliere il PKK dalla lista delle organizzazioni terroriste;
  • riattivare il programma europeo per la riconversione industriale dell’apparato militare, a sistemi dual e civile; mantenendo l’apparato militare per scopi prevalentemente di difesa e non commerciali;
  • sostenere la società civile e democratica – quella siriana e delle altre popolazioni vittime di guerre e di regimi antidemocratici, quella turca che si oppone a Erdogan – con programmi di promozione dei diritti umani, in particolare per la libertà di espressione, di comunicazione, di associazione;
  • promuovere iniziative di dialogo tra le comunità e di costruzione della democrazia dal basso.

Questa piattaforma è promossa da associazioni, sindacati, organizzazioni studentesche, artisti, sportivi, intellettuali, politici, pensionati, cittadini e cittadine, migranti, rifugiati, richiedenti asilo, che hanno a cuore i principi ed i valori su cui si fonda l’Unione Europea, che si riconoscono nella carta universale dei diritti umani, che si impegnano e vogliono costruire una società giusta, libera e democratica. Libera da guerre e dalle armi. Libera da dittatori e regimi repressivi.

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Premio “Ada Natali” – Donne e Resistenza

Concorso a premi promosso dal Comitato provinciale ANPI di Fermo nel quadro del Protocollo d’intesa tra l’ANPI nazionale e il Miur.

Presentazione:
Il Comitato provinciale dell’ANPI di Fermo ha deciso di promuovere, da quest’anno scolastico, un Concorso per ricordare ADA NATALI, una figura centrale della storia recente del nostro territorio. Maestra, militante politica, partigiana, primo sindaco donna d’Italia dal 1946, parlamentare, Ada Natali ha speso tutta la sua vita per affermare i principi di libertà e giustizia e renderli vivi e concreti nella vita di tutti e soprattutto dei più deboli, incarnando nella sua azione i valori fondanti della nostra Costituzione.

scarica il bando (download)

27 ottobre, 75° della Liberazione a Predappio

Le Anpi delle province romagnole, col sostegno dell’Anpi nazionale, chiamano domenica 27 ottobre, a partire dalle ore 16, i democratici e gli antifascisti a festeggiare la ricorrenza del 75esimo anniversario della Liberazione di Predappio dai nazifascisti. L’Anpi invita i democratici e gli antifascisti a deporre singolarmente un fiore sul monumento ai caduti della Resistenza in Predappio.

La data della Liberazione di Predappio coincide, non del tutto casualmente, con quella della marcia su Roma del 28 ottobre. Date coincidenti ma, con tutta evidenza, antitetiche: l’una ricorda il tragico inizio di una dittatura, la seconda – pur se da un punto di vista locale, anche se si tratta del luogo natale di Mussolini – la cacciata della stessa e più in generale del nazifascismo e l’avvio di quel processo che porterà alla Repubblica e alla Costituzione.

La manifestazione verrà aperta nel pomeriggio alle 16 presso il Teatro Comunale di Predappio dalla prima edizione dell’Anpi Folk Fest, curata dal cantautore Alessio Lega, durante la quale si esibiranno E Zezi, De Soda Sisters, Massimo Ferrante, Coro Spontaneo Individualista, e altre sorprese. Nell’intervallo fra la prima e la seconda parte del concerto interverranno Miro Gori, presidente provinciale Anpi Forlì-Cesena, Giusi Del Vecchio, presidente provinciale Anpi Rimini, Luigi Lolli, presidente della sezioneAnpi di Predappio, e concluderà Emilio Ricci, vicepresidente nazionale Anpi. Al termine del concerto partirà un corteo che, attraversando il centro del paese, si concluderà davanti al circolo Arci di via Gramsci, dove avrà inizio verso le 19.30 una “tagliatella antifascista”.

Inoltre l’Anpi invita i democratici e gli antifascisti a deporre singolarmente un fiore sul monumento ai caduti della Resistenza in Predappio.

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Lastre della memoria a Bolzano

Una foto d’epoca del Polizei Durchganslager Bozen

Sono trentadue lastre in vetro e acciaio incastonate in un muro in acciaio collocato accanto al vero muro del lager, al civico 80 di via Resia. Vi scorreranno, proiettati, i nomi di migliaia di deportati, principalmente civili, e farà parte del “Passaggio della memoria-Passage der erinnerung”, museo a cielo aperto dove pannelli e installazioni esplicative raccontano la storia del Polizei Durchganslager Bozen.

I primi a esservi rinchiusi furono gli oppositori politici antifascisti e i partigiani; poi vi arrivarono i militari prigionieri, soldati alleati, disertori e renitenti alla leva di Salò; in seguito fu la volta degli ebrei, uomini donne, bambini, e dei rom. Quasi nessuno di loro fece ritorno a casa. Perché era un campo un campo di lavoro e di transito il Polizei Durchganslager Bozen. Posto sotto il diretto controllo nazista (al pari dei lager di Fossoli, Carpi, Borgo San Dalmazzo e la risiera di San Sabba), funzionò dall’estate 1944 al 3 maggio 1945.

Quasi 10.000 persone, secondo le stime più recenti (ma gli studi sono ancora in corso), vi passarono. I reclusi venivano sfruttati sino allo sfinimento nello sgombero delle macerie causate dalle incursioni aree, nelle operazioni di sminamento, oppure nelle fabbriche e nei terreni agricoli, prima di essere destinati ai luoghi di sterminio oltreconfine: Flossenbürg, Dachau, Ravensbrück, Buchenwald, Mauthausen, Auschwitz-Birkenau.

Il Passaggio della memoria in via Resia (da http://www.comune.bolzano.it/ UploadImgs/21662_26012012_014.jpg)

Oggi del Durchganslager Bozen, allora al margine di un quartiere operaio, resta solo una parte del muro di cinta e intorno c’è un complesso di palazzi di edilizia intensiva lungo un’arteria di intenso traffico cittadino. Quel campo infatti fu a lungo trascurato nel dopoguerra, fino a quando, nel 1995, l’amministrazione comunale in collaborazione con l’Anpi locale realizzò un “un percorso della memoria” storica di Bolzano.

La nuova istallazione si prefigge di ricordare anche i tantissimi abitanti del territorio che rischiarono in prima persona la rappresaglia nazifascista lanciando pane ai deportati, custodendo e inoltrando le lettere per i familiari di chi era costretto a salire sui treni piombati. Non va neppure dimenticato che nel lager bolzanino operò la Resistenza, un comitato clandestino era in costante contatto con i partigiani del Cln, organizzando decine di fughe, in particolare di quanti erano condannati a morire in Germania, Austria, Polonia. Le lastre intanto diverranno parte del primo memoriale dedicato di Bolzano.

Il taglio del nastro avverrà il 25 ottobre alle ore 17, alla presenza delle istituzioni locali e dei rappresentanti dell’Anpi Alto Adige-Südtirolo (guidati dal presidente Guido Margheri) e dell’Aned, alla sera ci sarà un concerto all’Auditorium dell’Orchestra Haydn a ingresso libero (necessaria però la prenotazione). Ma i partigiani alto atesini hanno già promosso iniziative ed eventi per una intera settimana “resistente” con incontri, presentazioni di libri, spettacoli teatrali nei licei. E sabato 26, la prima della due giorni nazionale di chiusura del tesseramento Anpi 2019, la sede bolzanina di via Torino 31 resterà aperta per momenti di dialogo, incontro e convivialità nel segno della riflessione sull’attualità dell’antifascismo e dei valori di pace, libertà, solidarietà e convivenza della Costituzione.

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Milano con il popolo curdo

Milano 14 ottobre 2019. La protesta davanti al consolato turco (da https://www.repstatic.it/content/localirep/img/rep-milano/2019/10/14/195500734-da55f926-83a8-4c55-8549-c458d1d39aac.jpg)

Nel pomeriggio di lunedì 14 ottobre si è svolta a Milano una grande manifestazione di solidarietà con il popolo curdo che rischia di essere massacrato dall’intervento di Erdogan. Davanti al consolato turco, in via Canova, Milano ha voluto esprimere la propria riconoscenza e vicinanza ai curdi che, da soli, hanno sconfitto i terroristi dell’Isis e ha voluto manifestare profondo cordoglio per la barbara uccisione di Hevrin Khalaf, leader curda, assassinata dalle milizie schierate con Ankara. Al presidio “Fermatevi! Milano al fianco del popolo curdo” hanno partecipato oltre 5 mila persone e i rappresentanti di Anpi, Aned, Cgil, Cisl, Acli, Verdi, Pd e di tantissime altre sigle della società civile.

La portavoce della comunità curda a Milano, Hazal Kayuncuer, rivolgendosi ai manifestanti dal camion che fungeva da palco, ha detto con grande forza: “Resisteremo fino in fondo. Il nostro popolo al nord della Siria è composto da diverse minoranze etniche che hanno sempre convissuto pacificamente fra loro. Resisteranno agli attacchi, si batteranno come hanno fatto contro l’Isis”.

Dal 2014 al 2018 la Turchia è stato il primo Paese di esportazione delle armi italiane. Il blocco della vendita di armi proposto dal governo italiano, ma solo per il futuro, non basta, anche perché gli arsenali turchi sono già al completo. Sono necessarie contromisure molto più efficaci. Questa crisi drammatica obbliga l’Unione europea, che condanna solo a parole l’invasione turca, a dotarsi di quella visione geopolitica che non ha mai avuto e i mezzi e la volontà per sostenerla.

La Resistenza italiana ed europea contro il nazifascismo sono state una guerra alla guerra per costruire un modo unito, nella pace, e nei valori della solidarietà e dell’antifascismo. Per questi valori ci siamo sempre battuti e in questi giorni si sta battendo coraggiosamente il popolo curdo.

Roberto Cenati, presidente Comitato provinciale Anpi Milano

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Mani rosse a Roma

Decine e decine di mani rosse, come sporche di sangue, per ricordare il bestiale assassinio di Hevrin Khalaf, curda, segretaria generale del Partito del futuro siriano. E centinaia di donne e uomini con striscioni, cartelli con Hevrin in effigie, simboli dei sindacati e delle associazioni.

L’Anpi in prima fila con le sue bandiere. È avvenuto il 14 ottobre in piazza Santi Apostoli a Roma, dove Cgil, Cisl e Uil avevano dato appuntamento per un presidio che rappresentasse l’indignazione della città per l’invasione del Rojava, il territorio siriano dove i curdi avevano avviato un’esperienza democratica dove libertà e liberazione si coniugavano con le aspirazioni a una patria da parte di un popolo senza patria.

Nel corso del pomeriggio in quella piazza ad un passo dal monumento al Milite Ignoto c’è stata un’affluenza continua di cittadini che testimoniavano la loro vicinanza a quelli – e quelle – che hanno sconfitto i carnefici dell’Isis.

Niente discorsi, comizi, parole. Solo la lettura della dichiarazione comune dei tre sindacati contro l’aggressione di Erdogan. E l’impegno a continuare. Perché a Roma quel pomeriggio è stato solo l’inizio. Come in tutta Italia.

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