31-03-2019 RELAZIONE INTRODUTTIVA CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE DELL’ANPI PROVINCIALE DI ANCONA

Buongiorno a tutte e a tutti,
vi ringrazio per la vostra presenza alla Conferenza di Organizzazione dell’Anpi Provinciale di Ancona.
L’appuntamento di oggi conclude il percorso deciso in occasione del 16° Congresso dell’Anpi, che ha coinvolto tutte le nostre 17 sezioni, prima nella realizzazione del documento alla base della discussione odierna, e, dal mese di gennaio al mese di marzo 2019 in 15 conferenze di organizzazione delle sezioni, avendo resi partecipi tutti i soci e i simpatizzanti della provincia di Ancona.
In questi ultimi anni l’ANPI ha avuto una profonda trasformazione per l’inevitabile cambio generazionale che ha modificato quasi per intero la base associativa. Aver scelto, più di dieci anni fa, l’apertura dell’Associazione agli antifascisti e alle antifasciste ha consentito un graduale e progressivo cambiamento dei gruppi dirigenti e l’ingresso di un numero non indifferente di giovani, ma è questo un percorso che va ulteriormente coltivato e sostenuto anche attraverso l’appuntamento di questa mattina.
Proprio per questo abbiamo deciso di fare una conferenza provinciale aperta, perché alla luce dei mutamenti dello scenario politico e sociale internazionale, Europeo e Italiano, è necessario confrontarci per valutare collettivamente le ripercussioni che tali mutamenti hanno anche nella nostra provincia, per poi discutere su cosa può e deve fare l’ANPI insieme alle istituzioni, ai partiti, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni a tutti i cittadini antifascisti e democratici, per fronteggiare i neofascismi che, purtroppo, ogni giorno diventano sempre più aggressivi e invasivi.
I tre anni che ci lasciamo alle spalle ci hanno visti impegnati prima nel duro scontro referendario a difesa della Costituzione, dove l’ANPI ha saputo salvaguardare la sua identità, la sua unità e la sua autonomia, poi nella raccolta firme sull’appello “Mai Più fascismi” che ha visto al nostro fianco un ampio fronte democratico
Ma le elezioni del 4 marzo 2018hanno fatto emergere lo smarrimento, lo scoraggiamento e la rabbia prodotti nella coscienza civile dalla lunga crisi economica, dalla polverizzazione dei partiti e da diffusi fenomeni di decadenza del sistema politico e istituzionale. Le scelte politiche dei Governi Italiani degli ultimi anni, condizionate pesantemente dall’Unione Europea, sempre più mal vista da tanti cittadini, hanno progressivamente indebolito il ruolo e l’autorevolezza delle Istituzioni, alimentando ulteriormente il senso di sfiducia e acuito tensioni e diffidenze verso ogni forma di rappresentanza.
Quanto stà accadendo in Italia da dopo le elezioni ci preoccupa molto. Il Governo cinque stelle – lega nord ha fin da subito fatto capire il tipo di politiche che avrebbe attuato, con la chiusura dei porti, con la vicenda della nave Diciotti, con il decreto sicurezza e più recentemente con l’adesione al congresso delle famiglie.
E’ ben evidente la strategia di continuo attacco alle libertà personali e collettive e all’uguaglianza, fomentando le paure delle persone e le discriminazioni, mettendo in discussione i diritti ottenuti con anni di dure lotte sociali e politiche e anche i principi fondamentali garantiti dalla nostra Costituzione.
Le formazioni neofasciste italiane, tristemente note , si sentono protette dalle forze politiche dell’attuale Governo e il pericolo delle loro iniziative è drammaticamente sottovalutato anche dalle istituzioni Europee. Infatti basta ricordare basta ricordare le recenti e disgustose affermazioni di Antonio Tajani, attuale Presidente del Parlamento Europeo, secondo il quale Mussolini, con il fascismo, ha fatto anche cose buone!
L’ennesimo tentativo di “riscrivere” la storia ha visto la reazione dello stesso Parlamento Europeo, oltre che di tutte le forze antifasciste non solo Italiane, ma purtroppo ogni giorno dobbiamo assistere a tentativi di riabilitare le figure dei peggiori rappresentanti del fascismo, con l’intitolazione di strade, come a Ladispoli, ad Almirante, oppure a manifestazioni volte a commemorare la nascita del fascismo, come a Milano e a Prato, oppure ancora, come a Savona e Genova, ai festeggiamenti dei fasci di combattimento da parte di alcuni consiglieri comunali.
Troppo spesso si tende a sottovalutare la gravità di quanto stà accadendo in Italia, che non è troppo difforme da quanto accade nel resto d’Europa, dove si presenta un agguerrito e composito fronte di forze politiche di ispirazione razzista, neofascista, neonazista, nazionalista come emerso nel convegno “Essere antifascisti oggi in Europa” organizzato dall’Anpi a Roma lo scorso dicembre insieme a tutte le associazioni antifasciste Europee.
La politica economica dell’UE incardinata sul principio dell’austerità, la cultura liberista e gli effetti della grande crisi economica hanno causato la crescita delle povertà e della precarietà, la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, e hanno determinato un arretramento delle grandi idee di solidarietà, uguaglianza, libertà e democrazia. L’UE non appare più come la forma più alta di solidarietà fra popoli e di concerto fra Stati, ma come una delle cause determinanti del generale impoverimento, della crescente esclusione sociale, della riduzione dei diritti.
Sul piano internazionale anche negli ultimi giorni sono stati messi in atto attentati di estrema gravità, come il massacro nella moschea di Al Noor in Nuova Zelanda, di chiara matrice fascista, con gli assassini che citavano come “esempi” il nazista Breivik, autore della strage di Utoya, in Norvegia, e il fascioleghista Luca Traini, a noi già tristemente noto per il tentato eccidio di migranti, a Macerata, lo scorso anno, che ha dato poi avvio a una serie di aggressioni razziste e xenofobe verificatisi in tutto il territorio nazionale.
Anche la morte di Lorenzo Orsetti, ilvolontario fiorentino ucciso in Siria dall’Isis,ci ricorda tristemente che la lotta al terrorismo non è ancora nè conclusa, nè vinta. E purtroppo è ripreso nuovamente lo scontro tra Palestinesi ed Israeliani, nel quale ancora una volta a pagare il prezzo più salato è la popolazione Palestinese, già martoriata da anni di bombardamenti Israeliani.
Ci preoccupano inoltre la crescente tensione che contrappone la NATO alla Russia e le politiche attuate da Trump, che non manca mai di esportare il suo odio anche in Europa, intervenendo spesso nelle questioni interne dei Paesi “a gamba tesa”, come suo solito fare.
Non è migliore la situazione in altri Paesi: basta vedere quanto sta accadendo in Brasile dopo l’elezione di Bolsonaro, che sposta ulteriormente a destra il quadro mondiale, con un grave arretramento da un punto di vista sociale dei diritti e di speranza nel progresso democratico, oppure con l’ennesimo tentativo di colpo di stato degli USA, ancora in corso, in Venezuela, contro Maduro.
Quanto sta accadendo in Italia e nel mondo ha dato avvio a una reazione nel Paese che ha visto una grandissima mobilitazione per la manifestazione organizzata da CIGL, CISL e UIL a Roma lo scorso 9 febbraio e poi, pochi giorni dopo, nella grande manifestazione di Milano, “People”. Più recentemente anche le risposte antifasciste di Prato, Ladispoli e, ieri, a Verona, sono state davvero importanti e rilevanti, segnale positivo che finalmente qualcosa si sta muovendo.
Rispetto al preoccupante quadro nazionale e internazionale, la situazione nella provincia di Anconafortunatamente è migliore. Le due formazioni politiche più pericolose casa pound e forza nuova, nei nostri territori non hanno ottenuto risultati rilevanti, solo casa pound è riuscita ed eleggere un suo rappresentante nelle recenti elezioni per le circoscrizioni in Ancona. Invece più preoccupante è il risultato elettorale della lega nord, ormai ben troppo consolidato; richiede attenzione, poi, il sempre più diffuso fenomeno del “trasformismo politico” di esponenti politici che con il cambio di casacca tentano di salire sul carro del vincitore, oggi rappresentato proprio dalla Lega.
Per quanto riguarda le relazioni istituzionali dell’ANPI, abbiamo riallacciato dei buoni rapporti con la Provincia di Ancona, anche se resta ancora complicato vedere la ripresa di un impegno politico di tale Ente quale era in precedenza, a causa del ruolo marginale assegnato alle Province dopo la riforma che ne impedisce le elezioni da parte dei cittadini. Anche da parte del Presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche e del Magnifico Rettore dell’Università Politecnica delle Marche troviamo una sensibilità ai temi a noi cari, che in precedenza non c’era.
I rapporti con le Amministrazioni locali, purtroppo, non sono uniformi e proficui allo stesso modo. Si hanno realtà in cui gli obiettivi e le proposte sono comuni, e altre, come ad esempio a Jesi, dove abbiamo dovuto mobilitarci in tutta fretta per scongiurare il tentativo di cancellare, per fortuna senza successo, i riferimenti all’antifascismo e alla Resistenza dallo Statuto Comunale.
Nel corso degli anni abbiamo dovuto registrare una notevole riduzione, in qualche caso la completa soppressione, dei contributialla nostra associazione motivate dalla compressione delle risorse sia degli Enti locali, sia di quelli regionali e questo ha limitato gli spazi della nostra attività, ma nonostante ciò sono più di 250ogni anno le iniziative promosse in tutta la nostra provincia, in occasione delle ricorrenze nazionali, per celebrare i Caduti locali, gli eccidi, per trattare i temi dell’attualità e della pace, per i numerosi momenti aggregativi e di confronto, come quello di oggi.
Sapendo di poter contare esclusivamente sul generoso impegno del nostro volontariato, ci aspettano mesi impegnativi: per questo diventa imprescindibile investire nel tesseramento sia per la crescita dell’organizzazione e per la sua diffusione e il suo radicamento territoriale, sia per l’acquisizione di quelle risorse finanziarie indispensabili a garantire attività e autonomia, tanto più nel mutato scenario politico e istituzionale.
Dal punto di vista economico gli ultimi due anni hanno visto la chiusura del bilancio provinciale consuntivo in attivo, tuttavia sarebbe molto utile formare un gruppo di lavoro che si occupi di reperire i fondi per tutta l’associazione, sia nelle modalità tradizionali del tesseramento e delle sottoscrizioni, ma anche individuando nuove forme come il crowfounding, la realizzazione di gadget o pubblicazioni, e che sia di supporto alle sezioni per compilare i bilanci e preparare la rendicontazione per la Regione Marche. Resta ancora da pagare una piccola parte del debito con l’Anpi Nazionale, ma l’importo è significativamente ridotto a circa 6000 euro.
Sulla scia di quanto fatto dall’Anpi nazionale con il protocollo di intesa con il Miur, che ci ha consentito di migliorare le collaborazioni con le scuole e qui, nelle Marche, di accreditarci come ente formatore per i docenti presso l’Ufficio scolastico Regionale con il progetto “ 44 e dintorni”, riteniamo altrettanto importante tentare di stipulare un protocollo di intesa con l’ANCI al fine di salvaguardare idealità e pratiche finora condivise nell’organizzazione delle celebrazioni e degli eventi, ma anche per la manutenzione, la conservazione o la realizzazione di nuovi monumenti e lapidi a ricordo delle Partigiane e dei Partigiani caduti nel corso della Resistenza. Su tale proposta sta lavorando la Sezione Anpi di Arcevia, ma ovviamente il confronto riguarderà tutti i nostri territori.
Con questa conferenza di organizzazione vogliamo rilanciare e rafforzare le collaborazioni, ovviamente ricordando che l’ANPI non è né un partito, né un sindacato e non ha governi “amici”, quindi, non intende invadere ambiti, compiti e responsabilità altrui, ma il successo di tante iniziative si è ottenuto grazie alle proficue relazioni con istituzioni, associazioni, sindacati, partiti, cooperative, università e scuole, con le comunità degli stranieri con i quali il denominatore comune sono l’antifascismo, l’antirazzismoe l’intento di difendere e attuare la Costituzione Italiana che è una miniera di valori e principi democratici. Molto positive sono anche le collaborazioni con le Biblioteche, con i gruppi musicali, le compagnie e le scuole di teatro, le case editrici.
Abbiamo la necessità di rinsaldare le relazioni con il mondo del lavoro, e nella nostra provincia la CGIL si sta fortemente impegnando sui temi dell’antifascismo e troviamo un’analoga propensione sia negli altri sindacati come la CISL e la UIL, sia nelle forze politiche che abbiamo incontrato nei mesi scorsi.
Colgo l’occasione per segnalare la manifestazione Salute diritti lavorosviluppo alla quale vi invito a partecipare, che si svolgerà in Ancona sabato 13 aprile e che partirà proprio dal piazzale della fiera della Pesca.
E’ nostra intenzione anche intensificare i rapporti e le relazioni con le associazioniper unire le forze in un momento particolarmente delicato e importante come questo.
Le nostre speranze per il futuro sono affidate ai giovani, ai quali dobbiamo essere capaci di tramandare la memoria dei partigiani storici, attualizzandone l’immagine, per far capire che l’Anpi è oggi l’associazione che difende la Costituzione che ci hanno lasciato quei partigiani, di cui essi sono gli eredi, destinati a portare avanti gli ideali e i valori in cui i loro nonni hanno creduto al punto da sacrificare la loro stessa vita.
Dobbiamo quindi cercare contatti frequenti con il mondo giovanile, ponendoci attenzione al loro modo di dialogare e comunicare, tenendo anche conto che purtroppo tra i ragazzi, oggi, l’antifascismo non è più percepito come valore condiviso. Gruppi studenteschi e movimenti neofascisti sanno conquistare i giovani che non hanno anticorpi antifascisti, incitano alla violenza sui deboli, sui diversi e si insinuano in scuole e università.
Ma bisogna tenere conto anche dell’impegno in senso positivo delle nuove generazioni. Nell’ultimo mese i giovani della nostra provincia sono stati i protagonisti di due importanti manifestazioni: la prima, il 15 marzo, in occasione dello sciopero per il clima e l’ambiente, che ha visto migliaia di studenti nelle piazze di Ancona, Jesi e Cupramontana; la seconda, il 21 marzo, per la giornata della memoria e dell’impegnopromossa da Libera e che nella nostra Provincia si è svolta a Senigallia.
La lotta alle mafieè più attuale che mai, come dimostra l’omicidio di Marcello Bruzzese, fratello di un pentito della ‘Ndrangheta che viveva sotto protezione, avvenuto a Pesaro lo scorso 25 dicembre, segno evidente che le mafie sono ancora ben presenti e radicate nelle Marche.
Il tesseramentoin provincia di Ancona ha visto una lieve flessione nel 2017, una considerevole ripresa nel 2018, e un ulteriore miglioramento confermano i dati dei primi mesi del 2019. Complessivamente gliiscritti sono 1265, mapurtroppo, nonostante il trend positivo, non riusciamo ad essere presenti in tutti i Comuni della nostra provincia. Inoltre, il tesseramento, da una parte segnala la volontà e la consapevolezza di far propri valori imprescindibili, ma dall’altra non sempre ne consegue una partecipazione attiva degli aderenti: la presenza dei soci è visibile in alcune manifestazioni o eventi, crea entusiasmo che però non è duraturo. Anche la presenza dei giovani stenta ad emergere, e a volte rischia di essere solamente formale.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata alla nostra comunicazione,all’utilizzo dei social network attraverso i quali siamo sempre più connessi ma isolati. E’ cambiato il modo di relazionarsi con gli altri e di far politica. Tutto si riduce troppo spesso solo a slogan, attacchi personali, messaggi falsi, con un linguaggio di basso livello; vengono a mancare qualsiasi approfondimento e conoscenza dei problemi. Saper controllare i social e costruire una fitta rete di followers permette di diffondere messaggi, o di parlare alla gente senza un contraddittorio, spesso puntando sull’insicurezza e fomentando le paure.
L’ANPI deve continuare a investire le sue energie nella formazionee nella memoria. La formazione, intesa come una più stretta collaborazione con le scuole, trovando più occasioni possibili per incontrare gli studenti e collaborare con i loro insegnanti, ma anche attuando in ogni sua parte il protocollo di intesa con il MIUR e, in qualità di ente formatore per i docenti accreditato presso l’Ufficio Scolastico Regionale, dando avvio al progetto “44 e dintorni”. Ma la formazione è necessaria anche per i nostri dirigenti e per i nostri soci e simpatizzanti per essere preparati ad affrontare i nuovi e vecchi fascisti. Per questo intendiamo proseguire l’attività del corso di formazione politico culturaleche era stato intrapreso nel 2018.
La memoria, deve essere coltivata in più filoni: sicuramente quello delle celebrazioni ufficiali, per le quali però, da tutte le nostre sezioni, viene richiesto un aggiornamento per renderle attuali e moderne e per farle tornare ampiamente partecipate, organizzando convegni seminari e incontri di approfondimento sui protagonisti e sui fatti della Resistenza, andando a informare i giovani nelle scuole, collaborando con i loro insegnanti, continuando a recuperare e conservare le memorie dirette e indirette della Resistenza prima che la generazione che l’ha vissuta scompaia completamente.
L’Anpi deve riprendere e rilanciare la bandiera della pace. La pace deve tornare ad essere un impegno quotidiano da coniugare con la solidarietà e il rispetto dei diritti civili. La nostra adesione all’Università della pace fa parte di questo percorso, attraverso il quale dobbiamo rilanciare e da protagonisti le attività che svolgono sui territori anche la Consulta per la Pace di Jesi, la Scuola di Pace di Senigallia, la Scuola di pace di Arcevia e la Biblioteca di Pace di Monsano. L’appuntamento della Marcia della Pace Perugia-Assisi è diventata un’occasione irrinunciabile per far sentire la nostra voce, per contribuire a sensibilizzare e diffondere la cultura della pace, dell’uguaglianza, della solidarietà.
Proprio dall’Università per la pace è partita l’idea del corteoche si svolgerà ad Ancona SABATO 6 APRILE, dal titolo le Marche plurali e accoglienti, iniziativa alla quale hanno già aderito più di 50 associazioni e per la quale vi chiedo di garantire la più ampia mobilitazione della nostra associazione.
Uno degli obiettivi che ci siamo dati nelle conferenze delle sezioni è quello del radicamento territoriale: in tanti nostri Comuni, anche se con estrema fatica, siamo riusciti ad ottenere delle sedi che devono diventare un centro di promozione di una politica antifascista e un punto di riferimento per i cittadini che condividono i nostri valori. Per rendere attiva la partecipazione è necessario rendere effettiva la collaborazione, non solo con associazioni e movimenti, ma anche tra sezioni ANPI, creando una rete tra esse soprattutto a livello provinciale e regionale.
A breve sarà necessario effettuare il trasloco della sede provinciale dell’ANPI, per questo fin da ora chiedo il supporto di tutti voi per lo spostamento del nostro prezioso archivio, cogliendo anche l’occasione per aggiornare l’inventario di tutto il materiale in nostro possesso, in modo da metterlo più facilmente a disposizione di ricercatori iscritti e simpatizzanti.
E’ necessario dedicare particolare attenzione alla zona montanadella nostra provincia, dove la crisi economica, il terremoto ma anche scelte sbagliate delle istituzioni, come quella di chiudere il punto nascite di Fabriano, stanno deprimendo e facendo fuggire tanti abitanti di quei comuni. Dobbiamo essere capaci di attivare reti di solidarietà contribuendo nelle nostre possibilità ad aiutare quelle zone più in difficoltà.
Ancora una volta è d’obbligo ribadire la necessità di combattere ogni forma di violenza sulle donne, continuando con la formazione degli uomini su questi temi, ma anche rilanciando la proposta di formalizzare il coordinamento delle donne dell’Anpi della Provincia di Ancona.
Il lavoro che dobbiamo continuare a fare nella nostra Provincia deve passare anche per la riattivazione del Forum permanente tra le Associazioni Antifasciste e partigiane e gli istituti di storia presenti ed operanti nelle città adriatiche e ioniche, che può dare un grande contributo al dialogo degli antifascisti europei. Ovviamente è necessario fare il punto della situazione e valutare la stesura di nuovi progetti e il reperimento dei finanziamenti necessari per la loro attuazione.
Con l’Istituto Storia Marche purtroppo negli ultimi due anni le attività si sono limitate al reciproco scambio di inviti agli eventi ed è venuta a mancare la fattiva collaborazione che aveva caratterizzato gli anni precedenti. Negli ultimi giorni abbiamo attivato dei contatti attraverso i quali contiamo nel breve periodo di organizzare una serie di eventi insieme.
Per quanto riguarda l’Istituto Cervi, in Provincia di Ancona attualmente si sono ridotti a 6 i Comuni (Arcevia, Camerata Picena, Chiaravalle, Montecarotto, Montemarciano, Senigallia) che vi aderiscono. Anche qui, sbagliata è stata la scelta della Giunta del Comune di Jesi che nel settembre 2017 ha deliberato il recesso dall’Istituto. Chiediamo per questo che a partire dalla provincia di Ancona e dai Comuni aderenti vadano riprese le iniziative come le pastasciutte antifasciste, incontri con gli esperti dell’Istituto e le visite al Museo di Gattatico.
Un’ulteriore opportunità di conoscenza è data dai Musei della Resistenzadi Falconara e di Offagna con i quali vanno riattivate le collaborazioni.
Abbiamo la necessità di farci conoscere e riconoscereanche al di fuori dei nostri consueti circuiti; questo è possibile attraverso l’organizzazione di grandi eventi, come Treno della memoria (Anpi Marche), le “Pastasciutte antifasciste” il Premio Nazionale ANPI Fabrizi, e scriviamo la Liberazione.
Il premio Nazionale Fabrizi giunto alla sua quindicesima edizione quest’anno si svolgerà il 28 aprile al teatro di Osimo. Considerati l’alto valore culturale dei premiati e la levatura nazionale dell’evento, è una manifestazione da non perdere.
Tra pochi giorni sarà il 25 Aprile, e l’Anpi dovrà essere presente in tutte le piazze dei nostri Comuni. Questa celebrazione sarà l’ennesima occasione per richiedere una seria attuazione, e non certo l’abrogazione auspicata dal ministro Fontana, delle leggi Scelba e Mancino, di chiedere anche alle nostre amministrazioni comunali di vietare la concessione di spazi pubblici a soggetti neofascisti, di impedire la diffusione di iniziative cosiddette di “sorveglianza” del territorio, meglio note come ronde, illegali, contro gli immigrati, gli ambulanti, le prostitute, i parcheggiatori abusivi.
Mi avvio a concludere, ricordando che l’occasione di questa mattina deve servire, oltre che per confrontarci, per chiedere a tutti voi un rinnovato impegno. Abbiamo la necessità di eleggere un vice presidente che rappresenti la zona montana della nostra provincia, e ritengo utile anche dividere i compiti amministrativi da quelli organizzativi. Chiedo per questo che la commissione elettorale che si riunirà più tardi valuti questa proposta e inoltre provveda anche a formulare una proposta di nomi di compagne e compagni che faranno parte della Commissione di garanzia, dato che nello scorso congresso non era stata costituita.
Ritengo anche utile preparare un piano di lavoro per i prossimi due anni individuando priorità e obiettivi su cui concentrare le nostre forze. Le imminenti elezioni europee saranno l’occasione per organizzare incontri in cui approfondire il tema dell’UE e chiedere una profonda svolta di politica economica e sociale che ponga al centro il lavoro e un nuovo welfare affinché l’Europa torni ai suoi valori fondativi, in primo luogo l’antifascismo, e rilanci in chiave attuale i principi costitutivi, a cominciare dai diritti umani.
Subito dopo il 25 Aprile la nostra associazione sarà impegnata per ricordare gli Eccidi che hanno colpito i nostri Comuni, a partire da Arcevia. Per il 5 maggio organizzeremo un bus per partecipare alla commemorazione e a seguire ci sarà il pranzo provinciale dell’Anpi che si svolgerà quest’anno a Serra Dei Conti.
Come ogni anno, nei mesi di luglio e agosto saremo impegnati nelle celebrazioni delle Liberazioni dei Comuni, ma vi propongo fin da ora anche un’altra occasione per stare insieme e per esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto del 2016 andando il 7 luglio a fare una passeggiata al lago di pilato partendo da Foce una delle frazioni più colpite dal sisma.
La “carne al fuoco” è tanta, ma sono sicuro che l’ANPI potrà dare ancora tantissimo per il progresso del nostro Paese. Vi ringrazio tutti per l’attenzione.
Viva l’Anpi, viva i Partigiani viva la Resistenza

 Daniele Fancello

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE POLITICA

  1. La Commissione Politica fa propria la relazione introduttiva del Presidente Provinciale Daniele Fancello e ne condivide i contenuti e gli orientamenti, ritenendo però necessario proporre degli approfondimenti legati agli eventi di attualità più recenti citati nella relazione.
  2. La Commissione Politica ritiene fondamentale come metodo di lavoro, in una fase politica delicata come questa, invitare tutte le sezioni e le associazioni del territorio alla massima collaborazione.
  3. La Commissione Politica ritiene di proporre e approfondire al Comitato Provinciale le tematiche ambientali così necessarie per il futuro dei giovani, attualizzandole partendo con iniziative legate alle problematiche specifiche del territorio; nel nostro contesto territoriale dando priorità alle zone colpite dal sisma.
  4. La commissione Politica fa propria l’istituzione del Coordinamento donne dell’Anpi, ma accogliendo però le varie proposte ascoltate durante gli interventi, di creare un organismo aperto a vari contributi di genere.