Nuova Zelanda: il massacro razzista

Alla luce dei fatti avvenuti in Nuova Zelanda, questa mattina la Segreteria nazionale dell’Anpi ha diffuso questa nota: «Il massacro della moschea di Al Noor in Nuova Zelanda parla anche all’Italia. Uno dei killer ha dichiarato: “Voglio uccidere gli stranieri invasori”. Gli assassini citavano due “esempi”: il nazista Breivik, autore della strage del 2011 a Utoya in Norvegia e il fascioleghista Luca Traini, che nel 2018 tentò un eccidio di migranti a Macerata ferendo sei persone. Come nelle più tragiche esperienze del 900, le pratiche dei razzisti scivolano sempre dalla negazione dei diritti alla negazione della vita. Nel nostro Paese da tempo si succedono aggressioni e omicidi ai danni di migranti, troppo spesso sottovalutate dal Governo ed in particolare da chi più di tutti dovrebbe tutelare la sicurezza e la convivenza civile, e cioè il Ministro dell’Interno. Michelle Bachelet, Alto commissario Onu per i diritti umani, ha spesso denunciato che in Italia c’è un “forte incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom”. Oggi il vento del razzismo spira forte su gran parte del pianeta. Anche alla luce del terribile evento in Nuova Zelanda, occorre lanciare alto e forte l’allarme contro il razzismo e contro la sua violenza assassina. Tutti, a cominciare dal Governo, devono assumersi le proprie responsabilità, perché a nessuno domani sarà concesso di dire: io non sapevo».

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