Elvio, dirigente e galantuomo

Elvio Ruffino. Dalla pagina Facebook dell’Anpi di Udine: “Vogliamo ricordarcelo così: sorridente, con il fazzoletto tricolore al collo, anima di ogni manifestazione. La nostra sede era un po’ la sua seconda casa”

Dopo una lunga malattia e una difficile operazione ci ha lasciato a 67 anni – era nato ad Udine il 9 ottobre 1951 –  il compagno Elvio Ruffino. La Presidenza e la Segreteria nazionale Anpi hanno diffuso questa nota: “È profondo il cordoglio e immensa la commozione uniti già a una grande nostalgia per la scomparsa di ELVIO RUFFINO, prezioso dirigente del Comitato Provinciale ANPI di Udine, coordinatore regionale e componente del Comitato Nazionale dell’Associazione. Antifascismo, impegno per l’uguaglianza e la giustizia, lotta a ogni forma di intolleranza e razzismo, rispetto della dignità umana erano uno stemma di famiglia. Figlio di partigiano combattente nella prima brigata garibaldina d’Italia dalla quale avrebbe avuto origine il Gruppo Divisione “Friuli”, Elvio era cresciuto a pane e Resistenza e la trasmissione di memoria democratica era un suo imperativo. Lo ricordiamo tra i promotori del viaggio con i giovani a Ventotene, luogo di confino degli oppositori al regime, e di recente in visita all’isola degli Spinaroni, a Ravenna, consapevole dell’importanza di far partecipi le nuove generazioni del sacrificio pagato per la conquista della libertà.

Già Presidente del Consiglio comunale di Udine, parlamentare per due legislature, la XII e la XIII, concepiva la politica non come mera pratica ma occasione per contribuire alla crescita corale e collettiva del Paese. Si era battuto con passione per il diritto all’obiezione di coscienza, per l’avvio del servizio civile nazionale e per l’abrogazione della pena di morte nei codici penali militari. L’attenzione per l’ambiente e l’amore per gli animali erano un altro tratto del suo impegno civile democratico, pari alla dedizione per l’affermazione dei diritti dei più deboli.

Con la gente della sua regione, il Friuli Venezia Giulia, condivideva il carattere fermo, sostenuto da una vena di allegra ironia, forte di prerogative quali intelligenza, amore per la cultura, insieme alla capacità di confronto e dialogo.

Ci mancherai caro Elvio, uomo dal carattere dolce e determinato al contempo, galantuomo come pochi, non eravamo pronti a dirti addio e il congedo diviene per questo ancora più doloroso.

Ai figli, alla moglie Dania, al Comitato Provinciale Anpi di Udine, a chi gli ha voluto bene le più partecipate e sentite condoglianze”.

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