Garofani rossi alla Risiera di San Sabba

Giornata delle emozioni. E non poteva essere altrimenti alla Risiera di San Sabba. Ottant’anni dopo l’annuncio della promulgazione delle leggi razziali, avvenuto a Trieste da parte di Benito Mussolini in persona, l’Anpi Friuli Venezia Giulia ha voluto ricordare quel giorno, il giorno dell’infamia, nel luogo ove questa infamia si è fatta carne, sangue e morte.

Fabio Vallon, presidente provinciale dell’Anpi di Trieste, ha sottolineato le ragioni dell’iniziativa ed ha letto il messaggio pervenuto dalla senatrice Liliana Segre: “Care amiche e cari amici dell’Anpi del Friuli Venezia Giulia – scrive la senatrice – condivido e apprezzo la vostra scelta di ricordare con una breve cerimonia, presso un luogo-simbolo come la Risiera di San Sabba, il discorso con cui Mussolini il 18 settembre 1938 volle annunciare proprio a Trieste l’avvenuta promulgazione delle leggi razziste. Io ricordo quei giorni. Avevo otto anni, ascoltai la notizia della promulgazione dei decreti che stabilivano “la necessità assoluta e urgente di dettare disposizioni per la difesa della razza nella scuola fascista”. Per me fu un trauma realizzare che ero stata “espulsa” dalla scuola. Perché? Che cosa avevo fatto? Che sistema è mai quello in cui una “legge” può stabilire una cosa del genere?

La senatrice Luciana Segre

Seguirono anni di umiliazioni continue. Poi arrivò la guerra. Il 25 luglio 1943 per un istante ci illudemmo che il fascismo fosse finalmente caduto e che anche la guerra stesse per finire, ma la parentesi delle speranze si chiuse con l’8 settembre, con l’occupazione tedesca, con il Nord ridotto alla repubblica-fantoccio di Salò. La vostra regione venne addirittura strappata all’Italia per essere integrata direttamente nel Reich nazista. Tutto questo ci ricorda – continua il messaggio di Liliana Segre – che il fascismo, oltre che un regime sanguinario e totalitario, fu anche tradimento. Tradimento dell’Italia, della sua integrità territoriale, della vita del suo popolo, della sua tradizione di cultura e di civiltà. Se a Trieste poté esserci l’unico lager nazista dotato di forno crematorio in territorio italiano, quello appunto della risiera di San Sabba, fu proprio in ragione di quel tradimento fascista, cioè del fatto che un pezzo importante del territorio nazionale fosse stato consegnato alla giurisdizione diretta dei tedeschi. E devo anche dire che per noi ebrei italiani perseguitati, depredati e costretti nei campi di sterminio, ha sempre rappresentato uno shock verificare sulla nostra pelle che tra i più zelanti nostri aguzzini vi erano proprio i collaborazionisti italiani, servi dei nazisti. Finalmente dopo l’inferno di Auschwitz venne nel 1945 la liberazione nostra dal Lager e dell’Italia dall’invasore nazifascista.

La Risiera di San Sabba

Nel 1948 ci furono poi due grandi eventi epocali: l’entrata in vigore della nostra Costituzione repubblicana, democratica e antifascista e la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; fatti che sancirono anche formalmente la fine degli anni peggiori dei regimi totalitari.

Oggi a ottanta anni dalle leggi razziali e a settanta dalla Costituzione e dalla Dichiarazione universale – si conclude così il messaggio – non dobbiamo stancarci di operare per costruire una memoria collettiva salda e civile, indispensabile a contrastare quell’ignavia e quell’indifferenza che sempre sono dietro le pagine più nere dell’umanità”.

Dopo un breve saluto dell’assessore del Comune di Trieste Carlo Grilli è intervenuto il coordinatore regionale dell’Anpi Dino Spanghero che ha letto il messaggio della presidente nazionale dell’Ucei Noemi Di Segni e poi quello della presidente nazionale dell’Anpi Carla Nespolo.

Noemi Di Segni, presidente nazionale dell’Ucei

“Nell’ottantesimo anno dall’emanazione delle leggi antiebraiche – ha scritto Noemi Di Segni – di cui oggi viene celebrata memoria a Trieste, città nella quale furono con orgoglio proclamate da Benito Mussolini, inevitabilmente si insinua il dubbio su questi lunghi decenni da allora trascorsi. Il ’38 rappresenta uno spartiacque legale tra l’essere e non essere più cittadini italiani di pari diritto. Il tradimento dello Stato rappresentato dalle sue massime istituzioni rispetto ad una popolazione che ha sempre vissuto come parte del contesto sociale e culturale di riferimento. L’annuncio del varo delle leggi, l’orgoglio e la convinta ragionevolezza delle stessi fu chiaro in quel 18 settembre ma ancor più devastante l’inno che dalla piazza riecheggio quell’annuncio. Una piazza che gremita attribuiva un senso alle folli parole, rinunciando ad ogni vaglio di umana ragionevolezza, neppure la benevolenza. E le grida che invocavano quell’ingiustizia come gesto di assoluta correttezza e doverosità. Le mura della Risiera di San Saba dove oggi vi siete radunati, hanno visto quel che alle leggi è stata la risposta. Dall’annientamento dell’anima a quello fisico, con obbedienza al supremo ordine, con rinuncia ad ogni autonomo giudizio di moralità, con indifferenza.

Oggi ponete un fiore in ricordo di chi assieme a noi prega un antico monito: sceglierai la vita.

Per scegliere la vita, che nessuno potrà mai vivere per noi al posto nostro e che ovvia non è, occorre oggi con coraggio dire che questo è avvenuto che questa è verità. Per scegliere la vita è necessario che i siano i nostri giovani a sapere e conoscere. Per scegliere la vita è necessario che la piazza si riempia di nuovo e che risuoni un forte no ad ogni forma di odio, no a chi dimentica la Resistenza e la Liberazione, no ad ogni forma di promessa purezza, no a chi rinuncia al sogno di solidarietà europea, no a chi antepone il conflitto e la pena. Nel ricordo di tutti coloro che a seguito delle leggi patirono isolamento e smarrimento, di tutti coloro che con la complicità del silenzio regnante sono stati deportati e sterminati, di chi sacrificò la vita per donarci la libertà, oggi unisce la preghiera per la vita. Grazie per il dono di ascolto, di partecipazione e di speranza”.

Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi

È stata poi la volta della lettura del messaggio di Carla Nespolo: “Oggi, 18 settembre, è un triste anniversario, quello dell’annuncio delle leggi razziali. Vi ringrazio del gesto simbolico di cui siete protagonisti nel luogo dove furono scientificamente sterminati dalla follia nazista migliaia di innocenti; il vostro gesto deve rinnovare la condanna, ma deve anche sollecitare l’allarme. Dalla Liberazione in poi l’Italia e l’Europa hanno ritrovato la via della pace e del progresso economico e sociale, e la città di Trieste è tornata ad essere un ponte fra storie, culture, lingue e popoli diversi. Ma oggi, sia pure in altre forme, sta tornato nel nostro Paese e in parte del continente il vento mortale del razzismo e della discriminazione. Ricordo che allora, nel 1938, si avviò l’infernale meccanismo che prima negò i diritti civili e sociali, e poi negò il diritto alla vita. Oggi, con voi, rinnoviamo l’impegno solenne che l’intero popolo italiano ha contratto con la sua Costituzione, che recita: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali’”.

Proprio alle parole di Carla Nespolo si è collegato Dino Spanghero, sottolineando che davanti al vento razzista che spira oggi c’è certo bisogno di ricordare, ma specialmente di conoscere, capire e contestualizzare. “Col 18 settembre 1938 noi rammentiamo una data simbolica – ha aggiunto – ma il razzismo è nato prima e non è morto; non è bastata la catastrofe della seconda guerra, né il riscatto della Resistenza, né l’attuazione della Costituzione. Da ciò le ragioni del nostro impegno antirazzista che si rinnova davanti alle notizie spesso tragiche che si succedono quotidianamente”.

Nei brevi interventi che si sono succeduti non è mancato il saluto in sloveno di Stanka Hrovatin, già presidente dell’Anpi di Trieste e già vicepresidente nazionale dell’Anpi, e la riflessione di un partecipante all’iniziativa che ha ricordato che la Risiera è stata utilizzata sia come forno crematorio per gli ebrei, sia come prigione e luogo di fucilazione per partigiani italiani e sloveni.

E proprio sulle urne con le ceneri delle tante vittime è stato deposto un mazzo di garofani con la scritta “Anpi Friuli Venezia Giulia”.

A conclusione si è svolta una conferenza stampa al circolo della stampa, ove si è annunciato un convegno proprio sul tema delle leggi razziali e del nuovo razzismo; si svolgerà il 17 novembre, anniversario della pubblicazione del regio decreto di entrata in vigore delle leggi razziali.

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